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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
QUALI IMMAGINI vi vengono in mente se diciamo shopping? Buste, pacchi, vetrine… certo, ma anche atmosfere piacevoli fatte di luci, colori, musiche. Quel tipo di atmosfere che stimolano l’acquisto, che rendono lo shopping un piacere. Passeggiando per i negozi nascono così anche percorsi musicali, compilation personalizzate in cui il tormentone dell’estate è seguito da melodie new age e incursioni ska.
Tutto questo, da oggi, ha un costo. Le inaspettate sinestesie tra musiche e colori, tra forme e parole e saranno pagate da ogni negoziante che faccia uso della musica d’ambiente. L’accordo sull’equo compenso tra la Società Consortile Fonografici (SCF, una collecting society che gestisce i diritti d’autore per gli usi pubblici della musica registrata) e la Federazione Moda Italia prevede che gli esercizi fino a 100 mq. paghino, per la diffusione di musica ambientale al loro interno, un contributo pari a 56,80 euro, mentre per quelli con superficie fino a 200 mq. La cifra dovuta è di 86,30 euro.
Non pagare tali tasse, diffondendo comunque musica registrata, è una violazione del diritto d’autore.