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Attualità

Gordon Bell, ricercatore Microsoft, da quattro anni registra su supporti digitali tutti i frammenti della sua vita

Mylifebits: per ricordare ogni istante dell'esistenza

di Laura Piccolo
31/12/2005

ABOLIRE OGNI DIMENTICANZA. Fare della nostra memoria un database da cui attingere in ogni istante qualunque informazione stivata nel corso della vita. Per non dire più “eppure lo sapevo… ce l’ho sulla punta della lingua… l’ho cancellato dalla memoria.” Niente scuse, ma neanche esercizi di memoria per ingranaggi arrugginiti. Soprattutto con l’avanzare dell’età. Era il 3 dicembre 2002 quando Microsoft presentò un software in grado di immagazzinare tutti i ricordi delle nostre esistenze.


A darne prova, a distanza di quattro anni – il progetto della memoria infinita aveva già preso avvio nel 2001- è oggi un uomo di 71 anni che, a dispetto del naturale rallentamento cerebrale, è in grado di ricordare tutti i frammenti della sua vita. Si chiama Gordon Bell, è un ricercatore del Microsoft's Bay Area Research Centre e dal 2001 vive un’esistenza a prova di oblio, in quanto “cavia” del progetto MyLifeBits.


MyLifeBits è un archivio, ma anche un ripostiglio, di tutti gli istanti - di tutti i bit - della vita. Può essere considerato la realizzazione del Memex, visionario progetto dell’ingegnere elettronico Vannever Bush del Massachussetts Institute of Technology (MIT), che nel 1945 aveva concepito  il sogno di poter registrare informazioni, all’epoca semplici testi, libri, relazioni e articoli scientifici. Oggi che tutto è digitalizzato, questo immenso serbatoio di informazioni è diventato realizzabile: si può così conservare traccia di ogni conversazione fatta, di ogni film visto, di ogni libro letto, canzoni ascoltate, foto scattate.


E’ quanto sta facendo Gordon Bell che, per registrare la massima quantità possibile di informazioni su se stesso, non dimentica mai - è il caso di dirlo -  una mini fotocamera digitale che scatta una foto al minuto,  alcuni sensori indossabili in grado di captare differenze di luce e di calore e di tenere traccia del dato, oltre che registratori sempre pronti a catturare ogni conversazione. Anche gli spostamenti sono inoltre sempre seguiti tramite un dispositivo Gps. Sono stati invece altri due ricercatori Microsoft, Jim Gemmell e Roger Lueder, a sviluppare il software di MyLifeBits, per rendere le annotazioni semplici e complete, comprese le ricerche sul web, e fare della memoria umana un immenso deposito da cui attingere l’informazione desiderata al momento giusto.


Secondo i calcoli di Gemmell le esperienze di un essere umano di circa 60 anni potranno essere tranquillamente conservate in un terabyte di memoria (mille miliardi di byte), escludendo però i video. Una cronaca visuale della nostra esistenza richiederebbe altri 200 terabyte di memoria.  In quasi cinque anni di un’esistenza, Bell ha inserito nel proprio database ben 1.300 video, 5.067 file audio, 42mila fotografie digitali, 100mila e-mail, 67mila pagine web, che continuano ad arricchirsi anche di dati riguardanti la sua salute, dalle calorie ai battiti del cuore.


Esaltati o inquietati? E’ vero che l’uomo escogita da sempre artifici per ricordare meglio, ma ha anche un bisogno vitale di oblio. Secondo il team di Microsoft, tuttavia, l’aspetto più interessante del progetto è quello di trovare un sistema intelligente ed efficiente di organizzare la sterminata quantità di frammenti di vita personale. Non solo per l’evoluzione del mondo dell’informazione. La ricerca potrebbe arrivare ad ottenere applicazioni anche in medicina, come si sta sperimentando su un piccolo gruppo di pazienti affetti da malattie degenerative del cervello.

Le conseguenze allo stato attuale sono difficili da analizzare. E la speranza è che non si traduca in una versione quotidiana di Echelon, il sistema di controllo delle telecomunicazioni usato da Stati Uniti, Canada e Australia per spiare i cittadini di tutto il mondo.
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