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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
MURDOCH, il barone dei media, nel suo discorso all’American Society of Newspaper Editors lancia la parola d’ordine: integrazione. E subito il NYT risponde, fondendo online e cartaceo in una sola redazione. La notizia è lanciata nel flusso dell’informazione dal Wall Street Journal, il più autorevole quotidiano economico d’America.
La mossa viene dieci anni dopo la nascita del sito web Nytimes.com, il giornale online più visitato al mondo. Il direttore esecutivo del New York Times, Bob Keller, afferma che non è un modo per risparmiare denaro, tutt’altro. Si tratta piuttosto di una strategia che mira a attenuare le differenze tra giornalisti dell’online e del cartaceo, garantendo gli scambi, riorganizzando la forma mentis dei giornalisti in modo che il giornalismo online risulti per i professionisti tanto naturale quanto quello tradizionale. I passi per questo importante momento:
al quotidiano sul web verrà assegnata un’importanza crescente, poichè non sarà più il calco del quotidiano in edicola;
le collaborazioni tra redazione cartacea e web saranno sempre più intense;
nel 2007 a Times Square le due redazioni, che oggi si trovano in due diversi edifici di Manhattan, saranno una cosa sola.
Negli ultimi anni Nytimes.com si era sviluppato come un medium distinto dal padre cartaceo. D’ora in poi, anche i giornalisti del cartaceo dovranno ora fare i conti con i nuovi formati che spopolano sul web: blog, video, interattività – non ci saranno più scuse per tagliarsene fuori. Tutto ciò senza perdere la credibilità legata al nome New York Times che oramai guarda avanti, al futuro, verso quel target di lettori che, cresciuti tra videogames e PC, appartengono a pieno titolo alla generazione digitale.