Florida: in carcere per aver sfruttato l’access point wireless del vicino di casa
La Rete del vicino è sempre più bella
UN'IMPLACABILE bisogno spingeva l’onesto cittadino americano Benjamin Smith III a trasformarsi in un ladro di connettività. Il bisogno di navigare nel mondo virtuale di Internet, di far parte anche lui del cyber universo, di comunicare con il mondo… tutto gratis, anzi, a spese del vicino di casa.
Il nostro pirata della Rete approfittava dell’acces point Wi-fi della finestra di fronte. Furtivo, dalla sua automobile si appoggiava alla connessione non protetta da password di Mr Dinon e si dava al suo passatempo preferito: il web-surfing. L’atteggiamento sospetto, però, non è sfuggito all’acuto vicino che ha subito allertato le forze dell’ordine. Colto con le mani nel sacco, anzi, nella Rete, Smith è stato subito portato in carcere con la grave accusa di “violazione del sistema informatico”.
Guai seri, aspettano coloro che praticano il
wardriving, la nuova pratica pirata che dagli States comincia a diffondersi anche in Europa che consiste nello scoprire reti wireless prive di protezione ed allacciarsi ad esse. La
legislatura in merito è ancora imprecisa, persino dove Smith è incorso in una sanzione tanto grave: negli Usa, infatti, il dibattito sulla
consistenza del reato ancora aperto.
Come dice
Neal Katyal professore di giurisprudenza criminale alla Georgetown University, nessuno ancora può dire con certezza se l’accesso a internet tramite acces point non protetti sia un reato: esistono argomentazioni sia a favore, sia contro tale tesi.
La legge su frodi e reati commessi tramite il computer, risale al 1986, quando ancora non si poteva pensare alle reti senza fili.
La vicenda richiama l’attenzione su come lo sviluppo incessante di tecnologie, richieda un continuo sforzo di aggiornamento da parte del legislatore. Nuove fattispecie di reato, infatti, sorgono dalle maglie della Rete, ogni nuova tecnologia porta con sé nuove tecniche di frode.