QUESTA VOLTA la posta in gioco per la pirateria informatica è davvero alta: l'accusa è di violazione del diritto d'autore e, per la prima volta, associazione a delinquere. L'indagine attorno all'attività del network di filesharing "Cucciolandia", condotta per circa un anno e mezzo dalla Polizia Postale di Pescara in collaborazione con altre 8 regioni italiane, si è conclusa con 55 denunce a seguito di 54 perquisizioni in tutta Italia.
SECONDO la stessa Polizia e la FIMI (Federazione dell'industria musicale italiana) (Federazione dell'industria musicale italiana) si è trattato della più importante, quanto a forze e tecnologie dispiegate, operazione in Italia contro le violazioni delle leggi sul diritto d'autore commesse su Internet.
La Polizia si è avvalsa infatti del supporto tecnologico della società informatica privata Ikon Corp. s.r.l., la quale ha elaborato un software che ha permesso di decodificare e ricostruire i dati intercettati ai quali è stato applicato un ulteriore software di analisi relazionale che ha permesso di evidenziare, anche graficamente, le dimensioni del fenomeno e le connessioni tra gli indagati.
Secondo la stima ottenuta è stato valutato anche il danno a carico dell'industria, dell'erario e della Siae: una cifra che supera i 35 mila euro all'ora.
L'INDAGINE, ribattezzata "Pastore abruzzese", era stata avviata in seguito ad una segnalazione della Fimi che denunciava l'esistenza di una rete che si occupava di pirateria, non solo musicale, ma anche di file cinematografici e programmi per consolle e computer.
"Cucciolandia" faceva parte dei circuiti OpeNap ed era quindi accessibile agli utenti di software molto diffusi come WinMx o Lopster (due dei molti eredi di Napster). Contava circa 100 mila utenti al giorno ai quali l'accesso veniva consentito solo in seguito a "presentazione" ai gestori da parte di altri utenti conosciuti e solo dopo essersi impegnati a mettere in condivisione i propri file. Al termine dell'indagine è stato calcolato un ammontare di circa 15 milioni di opere tutelate dal diritto d'autore in circolazione sulla rete.
IL SITO di "Cucciolandia" risultava gestito da una persona di Sulmona e contava sette server di gestione i cui gestori sono stati particolarmente difficili da intercettare perché la gran parte delle connessioni avveniva tramite Fastweb, i cui utenti sono generalmente "Ip privati".
Nonostante ciò la Polizia ha effettuato 54 perquisizioni in 9 regioni, durante le quali molti utenti sono stati sorpresi in flagranza di reato e sono stati sequestrati migliaia di cd rom e dvd "pirata".
