Le potenzialità del podcast in fatto di distribuzione, promozione e intrattenimento sono molteplic, ma di musica sui podacast se ne ascolta poca
Musica: è l’ora dei podcast?
di Alessandra Calise
02/01/2005
Cos’è un podcast?Il nome fonde
iPod e broadcast, vale a dire: portare la radio sui lettori mp3.
Le sue potenzialità in fatto di distribuzione, promozione e intrattenimento sono molteplici.
Max Pezzali è stato il primo cantante italiano a farsi un podacst trasformato, poi, in videocast. In esso sono pubblicate brevi registrazioni audio del tour 2005 e filmati aggiuntivi.
La casa discografica di
Bruce Spingsteen ne ha confezionato uno per accompagnare l’uscita dell’ edizione deluxe di “Born to run” e
Madonna ne ha creato uno sul quale pubblicare le confessioni ai suoi fans.
Unico problema: di musica sui podacast se ne ascolta poca. Quelli più famosi che scalano la classifica dei Top 100 di iTunes sono pieni di chiacchiere e poveri di canzoni. Ciò accade perché la maggioranza dei brani è protetta dai diritti d’autore e le case discografiche non permettono la pubblicazione dei propri pezzi su internet.
In compenso, in assenza delle hit, ci si può divertire cercando i podcast insoliti, di nicchia o, magari, di gruppi e cantanti meno famosi.
Tra gli esempi di podcast meno famosi e per un pubblico di nicchia c’è “Ritmo Latino” che presenta un mix di musica latino americana in tutte le sue declinazioni oppure “C6 Take away” che presenta i remix delle colonne sonore dei giochi dell’ antenato di tutti i pc: il Commodore 64.
Il fatto che il futuro della musica sia nella mani dei podcast è da vedere, per il momento ci si può dilettare maggiormente alla scoperta di nuovi e più insoliti ritmi e melodie.