E’ “THE WIND THAT SHAKES THE BARLEY” di Ken Loach a portare a casa il premio più ambito del festival di Cannes. La 56° Palma d’Oro va così al regista inglese autore di “Riff Raff” e “Sweet Sixteen”.
La storia che ha stregato la giuria, portandola ad un voto unanime, è ambientata durante la lotta per l’indipendenza in Irlanda. "Episodi cruciali del passato possono aiutarci a capire meglio avvenimenti attuali, come la guerra in Iraq" aveva commentato Loach alla presentazione del film. "Per questo motivo, ho deciso di girare un film in cui racconto la lotta di indipendenza irlandese".
Un’opera che sembra richiamare “Terra e libertà”, in cui il regista narrava la lotta civile spagnola conquistando, anche nel ’95, il consenso della giuria del festival francese.
Grande delusione per il favorito Almodovar, costretto ad accontentarsi del premio alla sceneggiatura per “Volver”. “Ho sempre scritto da solo” commenta il regista spagnolo vestito interamente di nero “ma in questo caso ero in compagnia delle mie sorelle. Mi hanno aiutato a ricordare tutto della mia infanzia nella Mancha. Anche cose che avevo dimenticato”.
Il premio alla regia va invece ad Alejandro Gonzales Inarritu con “Babel”, nel cast del quale compare anche Brad Pitt. Solo al suo terzo film Inarritu si afferma così come una delle promesse del momento, avendo già riscosso un notevole successo con i precedenti “Amore e perros” e “21 Grammi”. A consegnare il premio, Tim Burton, presidente della giuria per la sezione cortometraggi.
La serata, come ogni anno, ha visto la partecipazione di stelle del firmamento cinematografico provenienti da tutto il mondo. Il compito di dare il via alla cerimonia è toccato a Vincent Cassel, accompagnato dalla moglie Monica Bellucci, membro della giuria. Tra gli altri hanno sfilato sulla passerella Tom Hanks, protagonista del già campione d’incassi “Il Codice Da Vinci” e Keanu Reeves interprete in versione cartoon di “A scanner Darkly”, film ispirato ad un romanzo di Philip K. Dick e girato dal visionario Richard Linklater.
Niente invece per il cinema italiano rappresentato da “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino e da “Il caimano”, comunque premiato da una standing ovation alla prima proiezione e recensito dal quotidiano “Le Monde” come “il film più forte di Nanni Moretti”.

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