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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
LA LOTTA AL TERRORISMO vede l'amministrazione statunitense pronta ad adottare un sistema di monitoraggio ed intercettazione che obblighi le grandi società di telecomunicazioni statunitensi e gli ISP a registrare i dati delle comunicazioni degli utenti per almeno due anni.
A parlarne sono stati il procuratore generale Alberto Gonzales e i più grandi operatori, da AOL a Microsoft, passando per Verizon e Google. Incontri in cui si è parlato della possibilità di attuare tale provvedimento soprattutto in base ai suoi costi.
Gonzales e l'amministrazione Bush hanno dichiarato di voler ricorrere ad un nuovo e ampio sistema di data retention. In questo modo sarebbe possibile migliorare le capacità preventive di intervento delle autorità e ricostruire i rapporti di componenti di cellule terroristiche che utilizzino sistemi di comunicazione americani.
La circolazione sui network statunitensi di una parte consistente del traffico internet si potrebbe trasformare, però, in nuove modalità di controllo anche sulle attività di cittadini non-americani. Questi ultimi sono costretti ad utilizzare servizi web o servizi telefonici che si appoggiano sulle infrastrutture statunitensi.
La drastica decisione dell'amministrazione Bush, ancora non formalizzata in una proposta pubblica, richiama quella adottata in Europa. I cittadini europei, infatti, sono già soggetti ad una pesante data retention sulle proprie comunicazioni. La direttiva che lo prevede non indica esplicitamente compensazioni per le spese delle registrazioni dei dati. Inoltre, ogni paese può attuare una retention più lunga dei sei mesi previsti dalla direttiva.
Sta nellefinalità la differenza tra l'idea di Washington e la direttiva europea . Mentre negli Usa l’obiettivo è contrastare il terrorismo e la diffusione della pornografia infantile, il dibattito europeo ha ipotizzato che quei dati vengano utilizzati anche per la lotta alla pirateria elettronica, scatenando le fin qui vane reazioni dei sostenitori delle libertà digitali.