Comincia la privatizzazione dell’azienda di servizio pubblico.
E’ nata la Rai-Radiotelevisione Italiana Spa.
E’ partita ufficialmente la privatizzazione di parte del patrimonio della Rai.
L’avvio del processo si è avuto con la firma della fusione tra Rai Spa e Rai Holding.
Nasce così la Rai – Radiotelevisione Italiana Spa. Entro il 18 marzo 2005, a circa quattro mesi dal completamento della fusione, deve essere avviata l'alienazione della partecipazione dello Stato nella Rai attraverso un'offerta di pubblica vendita.
Tutto questo secondo quanto previsto dalla Legge Gasparri.
Così si è espresso al riguardo il Ministro delle Comunicazioni, presente al momento della storica firma, avvenuta nella sede dell’ex-Iri in Via Veneto: “Questo atto - ha affermato Gasparri - è uno degli adempimenti importanti di una legge importante, che ha in sé altri sviluppi che saranno poi le autorità competenti a gestire e ad attuare. Auspico che questa azienda, dal grande prestigio in termini di cultura, conoscenza e sapere, possa vivere da protagonista in futuro”.
Per quanto riguarda il
canone, nessun cambiamento in vista. L’imposta resta in piedi anche con la privatizzazione dell'azienda: lo ha ribadito il direttore generale Flavio
Cattaneo a margine della firma dell'atto di fusione Spa-Holding. “Il canone è un corrispettivo che lo Stato paga alla Rai in cambio di una serie di servizi assicurati dall'azienda. Quando hanno privatizzato Autostrade, non hanno tolto il pedaggio, e allo stesso modo quando hanno privatizzato Telecom, non hanno tolto il canone. E’ un contributo - ha ribadito il dg - per far sì che determinati servizi vengano resi ai cittadini. Certo, questi servizi si possono rendere meglio, si può far sì che non ne aumentino i costi: un risultato che si può ottenere recuperando efficienza, efficacia e tagliando gli sprechi”.