C’È PROPRIO TUTTO negli archivi di Radio Radicale. Dibattiti parlamentari, scandali dell’intelligence, registrazioni di processi penali, cronache di partiti e sindacati. Trent’anni di storia italiana, documenti di valore inestimabile che ora sono a disposizione di tutti grazie alle licenze Creative Commons. La diffusione di contenuti audio/video rappresenta un passo importantissimo per gli obiettivi dell’emittente, la realizzazione del principio di pubblicità dei momenti decisionali democratici, nonché la possibilità ci contribuire alla libera circolazione delle idee.
I responsabili della Radio si sono detti “consapevoli che libera circolazione dell'informazione, nell'era di internet e del digitale, significa possibilità di copiare, riprodurre, distribuire e utilizzare per la realizzazione di opere derivate”. Da qui, continuano, l’importanza di mettere a disposizione sulla Rete i contenuti dell’archivio in modalità copyleft.
La vera novità sta nel tipo di licenza scelto, la Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.0. Il che vuol dire che da oggi non solo è possibile accedere a documentazione audio-video integrali (cosa che in effetti era già possibile), ma che è anche possibile farne un uso pubblico, riutilizzarle, magari per inserirle come materiali storici in un film o in un libro.
La presa di posizione sulla necessità di un nuovo diritto d’autore è netta. “Le potenzialità creative del mondo digitale, e il carattere collaborativo e aperto della rete necessitano di una regolamentazione del diritto d'autore che non freni l'innovazione e la creatività, pur garantendo agli autori alcuni diritti".
I progetti “free access” dell’emittente non si limitano alla sola diffusione degli archivi, ma continuano anche con un progetto più complesso per il momento denominato Radical Media Peer. In pratica un nuovo software peer to peer, che secondo i suoi promotori "consentirà la condivisione di file audio e video su reti p2p, compresi quelli provenienti dall'archivio di Radio Radicale, e l'immissione di contenuti multimediali sui server di www.radioradicale.it".
