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Attualità

A 12 anni dal genocidio le emittenti ruandesi non potranno più essere al servizio degli estremisti

Radio "assassina"

di Silvia Tolve
01/06/2006

“FINIREMO DI UCCIDERVI”. Questa frase, riecheggiando, sulle frequenze della ruandese Radio contact , ha decretato la condanna di Helson Manikariza, l’uomo che per minacciare di riprendere i massacri del 1994 ha pensato di utilizzare un metodo semplice e immediato: una telefonatina in radio durante una trasmissione dedicata al 12° anniversario del genocidio.  

Helson Manikariza, rintracciato dalla polizia, che ad aprile individuò il suo telefono cellulare, è stato condannato a 12 anni di carcere con l’accusa di “propagazione dell’ideologia del genocidio”. La legislazione ruandese, infatti, prevede dai 10 ai 20 anni di reclusione per simili reati, e la sentenza, decisa da una corte del sud-est del paese, è stata ritenuta fin troppo mite.

Non è il primo e unico esempio di strumentalizzazione della radio, ancora il mezzo di comunicazione più diffuso in Africa, a favore di politiche finalizzate al massacro. Dall’aprile al luglio del 1994, in circa 90 giorni, in Ruanda vennero uccisi centinaia di migliaia di tutsi e hutu moderati e la radio svolse un ruolo di sostegno decisivo nel diffondere le idee degli estremisti. La radio, nei primi giorni dello sterminio, trasmise false notizie per impaurire la popolazione e creare consenso verso la giunta militare, inoltre anticipò gli eventi per indicare indirettamente alle milizie dove e contro chi compiere gli assalti.

Anche l'emittente pubblica Radio Rwanda fu al servizio del genocidio, come quando il 12 aprile diede voce al colonnello Tharcisse Renzaho - prefetto della capitale - il quale comunicò agli ascoltatori di organizzarsi:

"chiediamo alle persone di fare ronde, come sono soliti fare, nei loro isolati. Esse devono serrare i ranghi, ricordare come utilizzare i loro arnesi e difendersi... Vorrei inoltre chiedere ad ogni isolato di cercare di organizzarsi per il lavoro comune [umuganda] per pulire la macchia, per cercare nelle case, incominciando da quelle abbandonate, per cercare nelle paludi dell'area allo scopo di essere sicuri che se qualche scarafaggio vi si è rifugiato per salvarsi... ebbene essi dovranno rimuovere questa macchia, cercare nelle fosse e nei canali... innalzare barricate e presidiarle, cercare persone fidate per fare ciò, che abbiano ciò di cui hanno bisogno... cosicché nulla possa loro scappare."

In un continente dove la comunicazione di massa fatica ad evolversi ma lentamente cerca di progredire, si spera che la radio diventi finalmente una voce democratica.
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