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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
PUNTUALE come ogni anno, il 3 maggio viene celebrata la giornata mondiale della libertà di stampa, organizzata dall’associazione internazionale Reporter Senza Frontiere. In questa occasione rsf pubblica il suo rapporto annuale, attraverso il quale fa il punto della situazione sui diritti dei giornalisti nelle diverse aree del mondo, e stila una “ lista nera” di predatori, coloro che più di ogni altro mettono in pericolo la libertà dell’informazione e di chi la produce.
I dati dell’ultimo rapporto pubblicato, relativo al 2005, non sono affatto incoraggianti: almeno 63 giornalisti e 5 operatori dell'informazione sono stati uccisi nel mondo e più di 1300 professionisti sono stati aggrediti o minacciati. Un bilancio così pesante non si registrava dal 1995, il che vuol dire che dopo 10 anni la situazione torna a peggiorare in un’era in cui la democrazia viene innalzata a valore portante della società.
Senza dubbio l’Iraq è stata la terra protagonista della guerra mediatica degli ultimi anni: il rapimento della nostra Giuliana Sgrena è solo un esempio di come il mondo dell’informazione sia diventato l’ "ostaggio" emblematico della vicenda irachena. E purtroppo il fenomeno non sembra placarsi. Ma la libertà di stampa non corre pericoli solo in Iraq. Nella vicina Beirut, i giornalisti vivono avvolti dalla quotidiana minaccia di attentati. E anche il Libano, simbolo del rispetto dei diritti dei giornalisti, viene gradualmente assorbito nell’autocensura che caratterizza sempre più i paesi del mondo arabo.
Avvicinandoci alla nostra penisola, i dati relativi all’Europa si catalizzano sulla situazione dei paesi dell’antico blocco sovietico. Tuttavia in Europa occidentale, sempre secondo l’ultimo rapporto, ci sono ancora molti progressi da fare. Il 2005, è infatti, caratterizzato da un elevato numero di perquisizioni e convocazioni di giornalisti. Molti progressi in materia di libertà si stampa si sono invece registrati nei Paesi che sono entrati nell’UE nel 2004. Al contrario i Balcani e il resto dell’Europa dell’Est vivono una situazione di costanti minacce sulla libertà da parte dei governi locali. Per concludere in bellezza anche l’Italia guadagna il suo “spazietto” all’interno del rapporto: “ Il pluralismo dell’informazione è continuamente minacciato dal conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi, presidente del consiglio e allo stesso tempo proprietario del potente gruppo televisivo Mediaset”.. “questa situazione rappresenta un’anomalia unica in Europa” si può leggere nel documento ( pag.94) !!