La protesta già iniziata il 17 e il 20 giugno continuerà con altri sei giorni di astensione dal lavoro
Contratto giornalisti: è scontro con gli editori
SCIOPERO della stampa italiana, il 17 e il 20 giugno. Ad astenersi dal lavoro saranno nella prima data i giornalisti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa, nella successiva i redattori della Rai e l’emittenza privata. La protesta continuerà poi , con altre sei date di astensione dal lavoro.
QUESTE le rivendicazioni per il rinnovo del contratto previste dal consiglio della Fnsi: “Scioperiamo per difendere i diritti e le retribuzioni dei giornalisti, per assicurare tutela e dignità professionale alle migliaia di collaboratori che oggi ne sono privi, per ottenere l’apertura formale del negoziato contrattuale, previsto da una legge di stato”. Una posizione in contrasto con quella delle imprese, che mirerebbero alla “demolizione dei contratti giornalistici”.
PRONTA la replica della Fieg: respinte in blocco le proposte di modifica del negoziato. Questo atteggiamento sarebbe giustificato da una analisi della situazione del settore, condizionata dallo squilibrio pubblicitario e dalle distorsioni legislative.
Altro punto controverso è il fatto che la Fieg, a dire della Fnsi, “non tiene conto dell’esigenza di privilegiare i contenuti investendo di più su questi ultimi che non sulla veste grafica”. Su questo punto, la Fieg però controbatte affermando che “dal 2000 a oggi, sono stati realizzati forti interventi per migliorare i contenuti informativi”; inoltre, dal 2000 le assunzioni di nuovi giornalisti sarebbero incrementate del 10% a dire della Fieg, che risponde così implicitamente alla rivendicazione di maggiori diritti e di maggiore stabilità da parte della Fnsi.
ACCENTUARE gli elementi di flessibilità organizzativa e produttiva è la misura più indicata per il domani, secondo gli editori, visti i cali di fatturato pubblicitario e di vendite di quotidiani e periodici, riscontrati nel 2004 e nei primi mesi del 2005.
A loro dire sarebbero “irrealistiche” le richieste della Federazione dei giornalisti: il confronto può proseguire, “purché esso si concentri su problemi concreti”.