IL WWW aspetta un figlio. Lo ha dichiarato Tim Berners-Lee padre della Rete e che quindi non vede l'ora che la sua creatura gli regali un nipotino: il 'semantic web'. In una intervista concessa al settimanale americano Businessweek, l'inventore del protocollo che permette di tenere collegati da una parte all'altra del mondo milioni di computer guarda al futuro: nel giro di 5-10 anni, super Internet si trasformerà in realtà, divenendo sempre più 'intelligentè e capace di collegare in maniera nuova le ricerche compiute sul computer di casa.
Grazie a quello che definisce 'semantic web', Berners-Lee conta di portare alla luce, online, tutti i dati conosciuti al mondo attraverso una serie di collegamenti e intersezioni compiuti dal web tra le fonti - milioni - contenute in database pubblici e privati.
''Tutte le informazioni che sono contenute in database, file specifici come calendari o fotografie, applicazioni, fogli di calcolo'' - osserva Berners-Lee - verranno collegate automaticamente dal web il quale non andrà a cercare pagine statiche ma si interrogherà sui legami tra singole parole garantendo ''un riutilizzo di dati'' spesso scartati.
''Il potere di riutilizzo dei dati - spiega - sarà estremamente importante. Se si cerca di sviluppare un un trattamento farmaceutico, ad esempio, avremo bisogno di uno strumento come il 'semantic web' visti i campi differenti che interagiscono nella scoperta di una nuova cura e la necessità di stabilire più connessioni possibili - anche le più fantasiose - per non scartare nessuna ipotesi.
Un esempio di applicazione? Grazie ad una semplice passata di un farmaco sotto un lettore di codici a barre, si potrà ottenere senza fatica una lista di tutte le allergie e le controindicazioni ad esso connesse.