Mediazone - Magazine di Comunicazione e Media - www.mediazone.info
MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha approvato un piano per creare un nuovo gruppo di indirizzi internet. Per non lasciar spazio ad equivoci. Punto xxx è pensato per accogliere quel 10% del traffico web globale che va verso i siti porno. Con buona pace dei genitori che potranno far scorazzare liberamente i loro pupilli per la Rete rimettendoli alla protezione di un buon filtro.
L’ITER non è ancora completato: adesso l’Icm Registry, società britannica di gestione informatica, definirà i dettagli tecnici della questione, dopo di che il dibattito Icann continuerà nell’assemblea di Lussemburgo tra l’11 e il 15 luglio. Così dopo i nuovissimi .travel, .jobs, .cat, .post e .mobi saranno sdoganati anche gli .xxx.
FINORA i siti hard sono stati siglati .com o .net, vendendo parecchio. Un passaggio al .xxx potrebbe togliere loro una fetta di mercato – proprio rendendo più semplice l’uso di filtri: molti navigatori, infatti, come spesso accade nella Rete, giungono al sesso on line in maniera del tutto casuale, complici certi domini insospettabili. Un esempio per tutti? Fino al 2004 digitando www.whitehouse.com si era catapultati in un sito ben poco istituzionale, ricco di contenuti sessuali espliciti. E allora come fare a favorire una migrazione? Se si vuole rispettare la filosofia libertaria di Internet sarà difficile imporre quel marchio chiaro di contenuti vietati ai minori.
SESSANTA dollari, questo sarà orientativamente il costo del .xxx, per cambiare indirizzo e rischiare di ridurre i profitti?