Dagli ideali ai partiti, dagli inni ai jingle della politica
Ma cos'è la destra? Cos'è la sinistra? Una musichetta...
NN C’E’ BIANCO SENZA NERO, non c’è destra senza sinistra, non c’è prodotto senza jingle.
Nel mondo di comunicazione in cui viviamo tutto ha una sigla. E se tra un "Always Coca Cola" e un "La lavatrice vive di più con Calfort!", mentre cucini quelle provvidenziali panatine in "Cinque minuti solo cinque vedrai…", ti dovesse capitare di intonare "Abbiamo scarpe per camminare, abbiamo sogni da cantare»" o "E le tue mani unite alle mie, energie per sentirci più grandi", tranquillo, non sei classificato tra gli invasati. Come per le merendine e i detersivi, non c’è partito politico senza sigla.
“Lontani i tempi dei veri inni”…verrebbe da pensare.
Quelli carichi di sentimento, di speranza, interpretati da un militante che amava la sua donna e credeva di poter cambiare la sua patria.
"Io ti saluto vado in Abissinia, cara Virginia, ma tornerò. Appena giunto all’accampamento ti scriverò. Ti manderò dall’Africa un bel fior, che nasce sotto il ciel dell’Equator": era il
1935, l’Italia fascista invadeva l’Etiopia e, su un intro musicale di trombe, il soldatino “tutto ardor” che porta sul petto i “segni del valor”, canta alla sua donna, pieno di gaiezza.
"
Fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte e pur si deve andar a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell’avvenir. Ogni contrada è patria del ribelle, ogni donna a lui dona un sospir. Nella notte lo guidano le stelle, forte è il cuore, il braccio nel colpir":
sono trascorsi dieci anni, lui è un ragazzo combattivo, che crede nella sua guerra, è un “fiero partigian” che sventola la “bandiera rossa”, di giorno rischia la vita e di notte trova sempre qualche donna che lo consoli.
Si trattava di ideali, e gl’inni si addicono bene agli ideali.
Oggi ci rimangono i partiti e l’unica cosa da fare è imparare i ritornelli di jingle abbinati ognuno al proprio logo.
Tra la miriade di canzoncine disponibili, è netta la differenza tra destra e sinistra, tra lento e rock, tra i violini e le percussioni.
Scremando l’offerta rimane un’equazione:
Forza Italia : Ulivo = Alleanza Nazionale : Rifondazione Comunista
A livello di jingle, s’intende.
Musica solenne e celebrativa perché «È tempo di credere! Che siamo tantissimi!». Tantissime voci su una base di orchestra per incitare il proprio Paese, «
Forza Italia!» che il «cuore grande sincero e libero batte forte per te». Ritornello semplice e ritmo morbido, da cantare come rispettosamente si canta un Credo.
“Cinq, sei, set e otto!”: quelli dell’
Ulivo sembrano preferire il tempo “rockettaro” al violoncello. I cantanti sono anziani e piccini , italiani aggressivi contro questi tempi "che sono anni di cartone, un fritto misto di televisione e tutto il resto non esiste più". Su una base ritmata, (forse troppo) sorridente, loro te lo cantano con convinzione: "Vivi e fai progetti, coi ragazzini e coi vecchietti. A chi promette mari e monti nn fare sconti".
Cosa si pensa generalmente quando si dice “destra”? Io penso “giacca e cravatta”. L’analogia non è forse troppo personale, perché per andare a teatro bisogna indossare una mise formale e, evidentemente, chi è di destra ama orchestra ed eleganza. A rendere giustizia a questa supposizione è un’altra sigla, quella di
Allenaza Nazionale. Dalle prime note sembra che stia per iniziare un telegiornale, invece sono loro, quelli che nel cuore portano "La fiamma della libertà", "Libertà di camminare insieme", "Libertà di creder nel domani".
Sì, sì, anche dall’altro lato sono tutti insieme, ma più tranquilli, più rilassati. Benvenuti a “Villaggio
Rifondazione Comunista”! Una comunità che si schiera "contro ogni sopruso" e incastona la lunga strofa un po’ “stile oratorio” con un ritornello di poche parole ma chiarissimo: "Rifondazione, liberazione, rivoluzione". A suon di base reggae, è come se i compaggi stessero a braccia aperte, tutti felici, pronti ad accoglierti nel canto di gruppo che, a tratti, sembra anche la sigla di un cartone animato.
Una dietro l’altra, più ne ascolti, più cerchi un partito diverso, e più hai l’impressione che non si potesse arrivare a tanto. Divertente, però…