CON 648 VOTI CONTRARI e con solo 14 a favore l’Europa respinge la direttiva sulla brevettabilità del software, bocciata in pieno dall’ UE che allontana così lo spettro di questo particolare metodo americano sulla delicatissima questione della paternità dei software.
Una vittoria immensa per Fiorello Cortiana e Alfonso Pecoraro Scanio, che negli ultimi tre anni hanno lottato con tutte le loro forze contro i brevetti: “Hanno vinto la dignità del Parlamento Europeo e la partecipazione intensa delle nostre università, delle nostre imprese, dei nostri cittadini contro pochi grandi gruppi che volevano drogare il mercato e mercificare la conoscenza”.
SI AVVIA così il processo verso il software libero e verso la condivisione del sapere: la paura di un abuso di brevetti e di una colossale corsa alla paternità di tutto quello che è software si allontana, lasciando spazio ai sorrisi dei tanti giovani universitari italiani impegnati da anni nella lotta al monopolio del sapere informatico.
LE GRANDI IMPRESE, che già sognavano di adottare milioni di software, se ne tornano così con la coda tra le gambe mentre l’Europa resta a guardare soddisfatta, senza dimenticare che tra i colossi che molto avevano puntato sulla direttiva si possono annoverare dei leader nel campo della comunicazione come Alcatel, Ericsson, Nokia, Philips e Siemens.
