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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
SARA' la paura degli attentati, sarà la paura del mondo moderno in generale, fatto sta che tra poco gli studenti della scuola Lonlas (nei pressi di Swansea) in Galles sperimenteranno un braccialetto elettronico per il controllo della loro posizione. Se fino ad oggi questa pratica è stata usata solo per i detenuti in libertà vigilata, adesso le regole sono cambiate e la sicurezza viene ricercata in tutti i modi possibili.
MA a cosa serve questa sperimentazione? Semplice, serve ai docenti per controllare sempre la posizione dei loro studenti durante le ore di lezione affinché gli stessi non si allontanino, senza permesso, dall’edificio scolastico o comunque dal perimetro coperto dal servizio. Questa tecnologia si basa su un sistema di monitoraggio, installato presso la scuola in questione, che riceve i segnali dei braccialetti e può quindi sapere in ogni momento la posizione degli alunni in modo da avvertire l’autorità scolastica in caso di infrazione.
QUALORA la sperimentazione dovesse averesuccesso, molte scuole gallesi sono pronte a seguire questa linea e a controllare i propri studenti. Una spiegazione più accurata circa i motivi che hanno spinto la scuola Lonlas a questa sperimentazione arriva proprio da un responsabile dello stesso istituto che ha spiegato “La nostra scuola è grande e di fianco c’è un campo da gioco con diverse entrate e uscite, abbiamo quindi deciso di adottare questo sistema tecnologico per vegliare sulla sicurezza dei nostri studenti”. Quella gallese non è la prima sperimentazione in questa direzione, infatti in Giappone (precisamente a Osaka) già da tempo viene usato un dispositivo sui vestiti degli alunni per controllare i loro movimenti.
LE PAURE che attanagliano attualmente la nostra civiltà ci stanno spingendo a ricercare sempre più sicurezza nei posti più disparati e per fare ciò spesso si ricorre a metodi che fanno discutere. Sicuramente quest’idea è stata pensata per scopi positivi ma è impossibile non domandarsi fin dove l’autorità può spingersi nel controllare le persone e nell’entrare nella loro privacy.