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Attualità

Secondo uno studio americano, l'uso del cellulare favorirebbe le crisi familiari a causa della commistione tra vita professionale e privata

Tra moglie e marito non mettere il telefonino

di Angelo Cirillo
17/12/2005

Telefono cellulare
IL TELEFONINO, la tua croce. Uno strumento che ci rende connessi e raggiungibili, sempre e comunque, ma che riserva molto spesso alcuni inconvenienti. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista americana «Journal of Marriage and Family» il prezioso apparecchio portatile interferisce irrimediabilmente con la vita familiare, spesso mettendola addirittura in crisi.


Lo studio segnala infatti che negli Stati Uniti un numero sempre più numeroso di mariti e di mogli si rivolgono a psicologi e assistenti sociali per chiedere aiuto, per farsi suggerire la soluzione che permetta di gestire la vita domestica tra una telefonata e l'altra.

Persone che si rivolgono a specialisti anche per separare la vita privata dalla vita professionale che proprio il telefonino ha contribuito a rendere un unicum, nel lavoro, nella famiglia, in ogni fase della giornata, contribuendo ad alimentare ansie e problemi quotidiani.


La comunicazione tramite cellulare è decisamente agevole, ma un so prolungato contribuisce a danneggiare le relazioni interpersonali, quelle faccia a faccia in particolare. Il lavoro interferisce con la vita privata; un lavoro che, proprio attraverso il cellulare, non ha più limiti di orario, non conosce pause, feste, né giorni di riposo.


I problemi della vita lavorativa entrerebbero nelle mura di casa e verrebbero riversati tra i componenti della famiglia, anche nei bambini, che diventerebbero sempre più stressati e insoddisfatti. Se credete che per trovare una soluzione al problema basterebbe spegnere l'apparecchio prima di entrare in casa oppure ogni qualvolta vi sia necessità di privacy e tranquillità, non troverete soluzione al vostro problema.

Una ricerca condotta dalla sociologa Noelle Chesley, della University of Wisconsin-Milwaukee, rivela che spegnere il telefonino, in ogni caso, non dà alcun beneficio, in quanto il possessore, dopo averlo spento, continua ossessivamente a pensarci domandandosi «e se qualcuno mi cerca?» o «sarà mica il caso che lo riaccenda?».
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