LO STATO della California è stato denunciato. A farlo sono state due associazioni commerciali che si sono sentite lese da una legge approvata ieri che impedisce la vendita di videogiochi ai minori.
Il governatore Arnold Schwarzenegger è deciso ad opporsi al ricorso presentato presso il tribunale di San Josè. “Farò quanto è in mio potere per difendere questa nuova legge ed invito il ministro della Giustizia a difendere vigorosamente la competenza della California a impedire la vendita di questi giochi ai bambini”, ha detto l’ex Terminator in un comunicato. E continua: “La nuova legge della California assicurerà il coinvolgimento dei genitori per decidere quali videogiochi siano appropriati per i loro figli. Credo fermamente che dobbiamo dare ai genitori gli strumenti per aiutarli a proteggere i loro bambini".
Il divieto deciso dallo stato californiano è giunto subito dopo l’animato dibattito che ha fatto seguito alla decisione di Take-Two Interactive Software di ritirare dai negozi il best seller “Grand Theft Auto: San Andreas”, accusato di aver nascosto al suo interno alcune scene di sesso. Il provvedimento non vieta solo la vendita ma anche l’affitto ai minori di giochi in cui ci sono scene di sangue, atrocità e crudeltà. I trasgressori saranno puniti con multe fino ai 1000 dollari.
L'Entertainment Software Association aveva annunciato l'intenzione di portare la decisione in tribunale immediatamente dopo che Schwarzenegger aveva firmato il divieto, 10 giorni fa. All'iniziativa legale si è unita anche la Video Software Dealers Association. "Non dipende da un'industria o da un governo fissare standard per quello che i ragazzini devono vedere o no: è il compito dei genitori", ha detto il presidente di ESA, Douglas Lowenstein.
Non è la prima volta che i tribunali federali si esprimono su questa materia. Sentenze contro i provvedimenti anti-videogiochi sono già state emesse dallo Stato di Washington, di Indianapolis e dalla contea di Saint Louis in Missisippi, affermando che in questo modo si violano le garanzie costituzionali alla libertà di espressione.
