LA TERZA edizione dell’Oxford Dictionary comprende circa mezzo milione di lemmi, ma anche gli inglesi scoprono, con una certa sorpresa, che nemmeno una tale mole di parole basta per tradurre tutte le altre lingue. Il delizioso libro “The Meaning of Tingo” è un omaggio alla ricchezza linguistica dell’umanità. Paragona circa 154 lingue per tema, esplorando lati curiosi delle culture attraverso la parola, uno dei mezzi più antichi di trasmissione e negoziazione della cultura, ricerca e mostra il potenziale evocativo delle lingue.
In Bolivia c’è una parola che significa “Ero piuttosto ubriaco l’altra sera ed è tutta colpa loro”. In Albania, invece, esistono 27 parole diverse, che con varie sfumature indicano i baffi. La parola tingo significa, sull’isola di Pasqua, "prendere in prestito cose dalla casa di un amico, una a una, sino a quando non gli resta niente". Ci sono termini quasi inesplicabili, parole che derivano da un determinato contesto, elementi che solo in una data cultura assumono rilevanza.
L’autore, Adam Jacot de Boinod, ha un interesse verso le lingue straniere che sfocia quasi nell’ossessione. Ha cominciato ad occuparsene quando faceva ricerca per il programma televisivo QI, di Stephen Fry, dopo di che ha letto 220 dizionari, 150 siti web e molti libri sul linguaggio per giungere alla pubblicazione del curioso “The meaning of Tingo”.
Il libro, pubblicato alla fine di settembre, è già un piccolo caso editoriale che ha fatto scomodare le penne dell’Economist e dell’Indipendent, oltre che i microfoni della BBC e, da noi, a rilanciare la notizia hanno pensato le tastiere di Repubblica.it. Il motivo di tanto interesse è culturale: l’inglese si avvia ad essere lingua universale: prende di continuo risorse linguistiche da altre culture, spesso neutralizzandone il materiale, è parlato oramai in quasi tutto il mondo ed è la lingua semi-ufficiale della Rete. Ma la ricchezza linguistica delle diverse culture è tale che nemmeno una lingua che si avvicina ad essere universale, come l’inglese, può tradurre ogni parola senza adoperare complicate perifrasi. Un buon motivo per incuriosire sulla ricchezza dell’umanità, che non può essere facilmente omogenizzata.