TIME WARNER e
America On Line il
14 novembre hanno annunciato la prossima realizzazione di
In2TV, una
tv gratuita via internet. E’ noto che AOL e TimeWarner costituiscano una delle maggiori concentrazioni economiche dei nostri tempi: una major alleata con il più grande internet provider del mondo non può che
combinare contenuti e rete in un’accoppiata dalle rendite potenzialmente smisurate.

Più di 100 vecchie serie tv per un totale di oltre 4800 episodi, sei canali tematici che programmeranno 3400 ore di
tv “riciclata” trasmessa in ottima qualità:
costo minimo per il polo multimediale, costo zero per l’utente. L’unico compromesso al quale bisognerà sottostare saranno il paio di minuti di
pubblicità inseriti in ogni episodio. In cambio, una catasta di vecchi telefilm “di culto” Warner (dai Visitors a Wonder Woman, dalle interminabili saghe della famiglia Bradford a Kung Fu) arricchiti da
contenuti interattivi: quiz, approfondimenti, nonché brevi filmati da inviare via e-mail (chi non vorrebbe allietare la giornata di un’amica con l’epifania di un giovane e capelluto Brad Pitt in Genitori In Blue Jeans?).
Il nodo della questione risiede nell’ “
audience”: ci si chiede se gratuità e contenuti interattivi basteranno ad attrarre un
pubblico sufficientemente appetibile per gli inserzionisti, disposto a sobbarcarsi ulteriore tempo davanti al computer solo per potersi godere un telefilm “vintage”. L’incognita fa meno paura se si considerano le rosee prospettive di sviluppo per i vari sistemi
Media Center e
Digital Video Recorder. Se poi si osserva che il pubblico di internet sembra apprezzare i contenuti non mainstream (lo dimostra il fenomeno della
long tail) e che fra gli utenti internet è facile individuare delle nicchie di mercato che costituiscono dei bersagli ben delineati per le inserzioni pubblicitarie, l’incertezza a proposito del successo di In2Tv sembra non sussistere. Quindi, nella migliore e più lungimirante delle ipotesi: cospicui profitti per la vendita di spazi pubblicitari, lieviteranno i prezzi per l’acquisto degli show Warner (gli acquirenti dovranno accaparrarsi anche i diritti di trasmissione on-line, se non vorranno che In2TV li trasmetta gratuitamente), possibilità di ulteriori entrate con Value Added Service e consistente ritorno d’immagine per provider ed editore.
Per la distribuzione dei contenuti In2TV si avvarrà di
Kontiki, un sistema di
Content Delivery Network preso in prestito dal
grid computing.
I programmi trasmessi da In2Tv saranno visibili full screen, con una qualità pari a quella dei DVD. Per cui, data la mole di contenuto da distribuire in streaming all’utente, pesante anche per chi è dotato di larga banda degna di tale nome, si utilizzerà questa soluzione di networking in grado di ottimizzare le prestazioni della larghezza di banda. I dati verranno scaricati da più server contemporaneamente e, inoltre, i contenuti resteranno in cache anche nei client, in modo che anch’essi possano fungere da server a cui attingere.
Se Kontiki ricorda il meccanismo di funzionamento di parecchie delle armi in mano al peer to peer “illegale”, questo sistema di Content Delivery Network dovrebbe assicurare la protezione contro la copia e la diffusione illecita dei contenuti, attraverso sistemi di
Digital Rights Management.