É ARRIVATO anche in Italia il primo canale televisivo distribuito esclusivamente su Internet con tecnologia "peer to peer". Tv Young, un progetto nato dall’idea di Giovanni Spina, responsabile di Mondoweb, che fornisce la piattaforma.
Il canale è totalmente gestito e prodotto da uno staff di giovani ed è indirizzato a tutti quei ragazzi che intendono mostrarsi agli altri o pensano di avere qualcosa di interessante ed originale da dire.
L’obiettivo, come si legge nella presentazione del canale, "è di dare la possibilità a tutti coloro che lo desiderano, di raccontare la propria vita e le proprie esperienze per conoscere e farsi conoscere".
Un’idea che fa riflettere sulle nuove opportunità che la rete offre ai giovani desiderosi di entrare nel mondo della visione a distanza mediante altri meccanismi che non siano quelli tradizionalmente televisivi.
Tutto in Tv Young (come il nome stesso evoca) è fatto da e per i giovani, e sono i giovani stessi, ormai nati e cresciuti con la presenza assidua di strumenti multimediali di comunicazione, a proporsi come realizzatori, creatori e nuovi fruitori dei prodotti audiovisivi.
Per entrare a far parte del cast del progetto basta avere video camera digitale, un Pc e collegamento a internet in banda larga e il software di scambio in modalità P2P, ovvero SopCast050.
I contenuti offerti sono quelli più vicini al mondo dei giovani (istruzione, musica, formazione, lavoro, rapporti sociali, cultura, gastronomia, turismo, moda, motori, volontariato e sport), ma non si esclude la possibilità di lasciare spazio anche alle proposte che gli stessi utenti faranno pervenire alla redazione.
La logica alla base del funzionamento di Tvyoung è quella che caratterizzava gli albori delle architetture P2P. Il modello sostanzialmente si rifà a Napster e prevede un server centrale che gestisce tutti i materiali. La redazione di Tvyoung funziona da filtro e da gestore dei contenuti inviati dagli utenti, una sorta di P2P ibrido (tecnologia Peer to Peer applicata alla distribuzione del flusso video primario).
In pratica, la sorgente di streaming inizia a segmentare e fornire il flusso ad un numero limitato di utenti che a loro volta lo ridistribuiscono a chi intende connettersi (mediante un tipo di condivisione detta “a cascata”).
Sofisticati algoritmi software, poi, regolano la connessione e la disconnessione di ogni utente dallo streaming mentre tutte gli scambi dei dati tra la sorgente e i peerer hanno luogo in maniera protetta per mezzo di chiavi pubbliche e private.
La qualità del flusso originario, dunque, può essere qualunque. Ipoteticamente non ci sono limiti al numero di utenti raggiungibili con un unico server.
Ancora una volta l’obiettivo è di avvicinare produzione e fruizione rendendo queste due realtà ibride.
Tvyoung è ancora in fase di sperimentazione (gli utenti che ne fruiscono sono ancora pochi, gli addetti ai lavori parlano di un centinaio), ma le richieste di collaborazione e la mole di materiali video che giornalmente vengono inviati, portano a pensare che l’utenza crescerà velocemente.
La diffusione delle web tv come Tv young riporta ancora una volta in ballo la riflessione sul cambiamento di rotta in atto, in particolar modo nella fascia più giovane dei consumatori mediali, nel mercato dell’intrattenimento.
Tra le proposte originali di questa web Tv, la possibilità di inviare le proprie performance musicali (singole o di gruppo) e filmati delle vacanze che, opportunamente lavorate e montate insieme alla redazione, verranno mandate in onda dall’emittente.
Quello che cambia è il concetto di rapporto tra emittente e ricevente, un coinvolgimento totale dell’utente nella produzione dei contenuti audiovisivi, una sorta di compartecipazione attiva nella creazione e nella diffusione del materiale.
Le web tv esasperano positivamente il concetto di partecipazione, proponendosi come valido strumento di espressione e di coinvolgimento di un ampia fascia di mercato, che non si ritrova nella tradizionale fruizione televisiva e vuole introdursi silenziosamente in un nuovo territorio, per alcuni versi sperimentale, dell’intrattenimento domestico.
Web tv, un ibrido tra la tv e la rete, un mezzo di espressione da non sottovalutare, da guardare con attenzione per capirne come i meccanismi di fruizione possano influire sulle prossime strategie del mercato televisivo.
