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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
A PRIMA vista sembra una coccinella. Tutto nero con inserti rossi. Si tratta di Sonic Fabric, il vestito ottenuto da nastri di audio cassette (in via di estinzione, meglio cercare utilizzi alternativi) pre registrati, riciclati e riadattati insieme ad altri tessuti.
L’ha progettato e realizzato l’artista musico-visiva Alyce Santoro, in un tessuto flessibile, addirittura lavabile. L’idea deriva dall’opera concettuale realizzata (sempre da lei) nel 2001, in cui parti di nastro erano utilizzate per determinare la direzione del vento.
"I would imagine I could hear sound coming off the tape if the wind hits it the right way”, “mi piace immaginare di poter sentire il suono venire fuori dal nastro se solo il vento lo toccasse nella maniera giusta” dice l’artista. Nel 2002 la “rivelazione” sonora: strofinando un pezzo di legno su parti di nastro ne escono suoni.
Non si immagini una melodia, però. “Sembra un può la sonorità emessa dal disco che sckratchato dal Dj” dice soddisfatta la creativa. Una tecnica per "suonare" è l'uso di un guanto speciale che, strofinandosi sul vestito, produce vibrazioni che l'orecchio puo' percepire (anche come musica).
La stessa Santoro si dice sorpresa dei risultati raggiunti. Il “tessuto sonoro” è venduto in alcuni locali di New York, e la sperimentazione continua alla ricerca del suono individuale. Ogni traccia audio si potrebbe accavallare e completare con le altre, in una sinfonia del tutto originale. Una sinfonia alla moda.