LA FRONTIERA del flusso video, come monade chiusa, "documento" anziché ipertesto, sta per cadere. Finora il limite della versione digitale dei filmati era quella di finire disconnessi. Essi potevano far capo ad una rete di link o esser maglie di un tessuto ipermediale, come ad esempio nella versione tv di RaiNews24, dove altri linguaggi e livelli percettivi fornivano alle immagini in movimento livelli di percezione differenziati. Eppure conservavano una connotazione dell'analogico: la loro "lettura" sequenziale.
Grazie ad un giornalista blogger, Mario Tedeschini Lalli, ed alla pubblica amministrazione - sempre più votata alla web tv - tale barriera è ormai stata abbattuta: porzioni dei video on line sono divenute attive, sono degli hyperlink al pari del testo scritto o delle icone, dei widgets telematici. Sono diventati - in una parola - cliccabili.
La strada per consentire il salto dalla Rete in senso fisico alla comunità culturale ed plurimediale del Web arriva grazie ad un'intuizione tecnologica. Si tratta di formati "fuori moda" rispetto ai vari Mpeg e Windows Media Video protagonisti dei videoblog ed addirittura di files dichiarati fuori legge dalle regole sull'accessibilità dei siti: i flash e gli shockwave, in pratica applicativi disegnati per le animazioni interattive. Ma grazie a Riva Producer, un "giocattolo" informatico da 69 euro, si possono produrre esperimenti come quelli tentati sul blog di Tedeschini Lalli, "Giornalismo d'altri". L'autore saltella non solo da una parte all'altra del suo "testo" visivo (in senso ampio), il cursore del cybernauta diventa attivo sulle immagini e si legano tra loro vari video o porzioni di essi, ma arriva a linkare l'idea del Washington Post sulle presidenziali in Egitto di un servizio giornalistico navigabile (preceduto da spot).
Per una volta all'avanguardia si ritrova la pubblica amministrazione, quella che sarà al centro del premio "La PA che si vede", il premio indetto dal Formez, Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale e TelePA che sarà uno degli eventi del Compa di Bologna il 3 novembre 2005.
La Provincia di Torino presenta all'interno del proprio sito una sezione dedicata agli Hyperfilm: un sistema che consente una lettura non sequenziale ed interattiva delle produzioni video. Non si può cliccare sulle immagini, si resta ancora vicini ad un rich medium. Un'esperienza paragonabile a quella di Basilicatanet.it, una web tv che affianca - forse in maniera meno raffinata - allo sviluppo delle sequenze video l'apertura di finestre di pop-up ipermediali dalle quali partire, magari, per successive letture non visuali. Ma la strada è stata probabilmente aperta e forse attende soltanto il decollo del T-government, l'erogazione dei servizi pubblici attraverso il digitale terrestre.
