SE scrivere un blog diventa un mestiere retribuito (USA) e il giornalista stesso somiglia sempre più a un blogger, se i lettori cercano le news con Google... è arrivata la cyber-era? Per il giornalismo forse sì. Se ne è parlato al 58° Congresso Mondiale della WAN, a Seoul dal 29 maggio al 1 giugno 2005, a cui hanno partecipato i giornalisti provenienti da 82 Paesi nel mondo. Ospitato nel più tecnologico centro congressi del mondo, il COEX - in un Paese che, in fondo, delle tecnologie ha fatto il suo fondamento - il meeting si è articolato in tre eventi: congresso sulla Stampa, congresso degli editori e “Info Expo showcase” sui nuovi servizi e le nuove tecnologie.
A seconda dei punti di vista i nuovi media digitali possono essere pericoli o opportunità per i giornali. La Tavola Rotonda sul Digitale del Congresso ha tentato di vedere le opportunità di crescita per sviluppare i servizi e i contenuti e far crescere il numero di lettori. Se cambia la società, il giornalismo deve fare altrettanto per non farsi travolgere dall’onda, ma cavalcarla. E per non rimanere indietro l’essenziale è conoscere i lettori, come clienti: proprio per questo parte del dibattito si è focalizzato sui giovani, la risorsa del futuro, e sull’interattività, la risorsa del presente. I lettori pretendono dai giornali e dai loro siti web più posibilità di partecipazione, hanno particolari aspettative anche in relazione alla presentazione delle notizie, al layout, al linguaggio.
In barba a chi dice che il cartaceo avrà vita breve, al WAN si è parlato di Rinascimento del giornalismo. Emergono nuovi giornali che si impongono all’attenzione per la politica dei prezzi, per gli stili comunicativi, i nuovi formati, più compatti. Per esempio, in Germania negli ultimi sei mesi i tedeschi hanno lanciato più quotidiani che negli ultimi 60 anni. Nelle Filippine il quotidiano sposa il telefonino via SMS: il Philippine Daily Inquirer offre una serie di sevizi all’avanguardia per la tecnologia mobile (notizie, feedback dei lettori, club, giochi). Mentre Metro è rimasta la Free Press per eccellenza, sono nati un gran numero di concorrenti locali e internazionali.
Insomma, 400 anni il giornalismo non li dimostra… forse perché è sempre stato in grado di evolversi seguendo i tempi?
