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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
LA SOLUZIONE al caro-ADSL tutto italiano è arrivata dopo i veleni degli ultimi giorni e sembra chiamarsi “shared access”.
La strategia adottata è semplice: le compagnie telefoniche che offrono le connessioni a banda larga affittano in semi-unbundling presso le centrali Telecom solo i doppini di rame per il traffico dati veloce, escludendo il collegamento voce. Questo significa per le aziende risparmiare sui costi, trattandosi di un accesso parziale e non totale (full access) alle reti Telecom, e poter offrire dunque collegamenti ultra-rapidi (in media 2Mbps) a prezzi competitivi. Per gli utenti, invece, ci sono tutti i vantaggi dell’ADSL2 allo stesso prezzo delle connessioni a 640kbps e senza doversi staccare necessariamente da Telecom per le normali telefonate voce. Ma tutto questo ben di Dio non è per tutti: a causa dell’unbundling almeno per il momento solo poche principali città verranno coperte dal servizio. Ma è già un inizio. Parte per prima Wind che con LiberoADSL offre sul piatto 1280/256 Kbps a 29.95 euro al mese, tariffa flat, o 1.90euro, tariffa al consumo.In più consente di verificare le zone di copertura attuale. Ma è di Tiscali l’ultimo, vero colpo grosso: l’offerta base passa dai 640 Kbps ai 2 mega mantenendo lo stesso prezzo (29.95 euro),ma si parla già della bellezza di 6mega e 12mega offerti rispettivamente a meno di 70euro mensili e poco meno di 100euro. Un’offerta unica in Europa. Insomma,vere e proprie autostrade informatiche dal pedaggio un po’ meno caro (era ora,sarebbe il caso di dire). Pronti a partire…