"Su internet c'è tanto trash, bisogna distinguere il sapere".
Parola di Umberto Eco nella sua relazione "The role of university in a media universe", sul rapporto tra università e mass media, tenuta a Bologna in occasione del 16esimo anniversario della Magna Charta Universitatum.
Eco ha tracciato le linee-guida di un corretto approccio al sapere on-line: "Il rapporto fra atenei ed il sapere messo a disposizione da internet è un matrimonio, ma ci può essere adulterio, e anche divorzio".
"Su settanta siti internet che ho consultato su un codice di Leonardo - ha spiegato Eco - sessantotto erano ciarpame. Dei rimanenti due, uno conteneva quello che si può trovare su una normale enciclopedia, e l'ultimo non era male".
Una media decisamente scarsa. Per questo è necessario saper selezionare criticamente l'enorme mole di sapere che la nostra società produce, e che oggi, grazie ad internet, è disponibile con un semplice clic sul mouse. Qui entra in gioco il ruolo dell'universita' che deve formare cittadini in grado di approcciarsi all'informazione on-line con spirito critico, distinguere le notizie autorevoli dal pattume informativo che circola indifferenzato nella rete.
A margine della conferenza, il professore ha parlato in generale della situazione dell'informazione in Italia. Lamentando una mancanza di approfondimento, anche se "mi rendo conto quanto sia difficile, per chi lavora nei giornali: bisognerebbe lavorare d'anticipo, un po' come con i 'coccodrilli', che si scrivono nel caso muoia all'improvviso un personaggio noto".