Con il digitale terrestre alle porte, nessuno può permettersi di essere poco aggiornato o bitdeterrente: la tecnologia sarà il nuovo Vangelo che tutti dobbiamo mandare a memoria. E i programmi tv, a dare il buon esempio -ovviamente- il servizio pubblico, si adeguano: parte Futura City, in seconda serata su Rai2, pensato e realizzato per rendere scienza e tecnologia facili e abbordabili a tutti. Ma proprio a tutti, grazie ad un linguaggio semplice e ad effetti speciali che promettono scintille.
Otto puntate, inserite in una fascia del palinsesto (quella estiva) non proprio da ascolti record.
Si parlerà di computer, televisione, telefonia, trasporti e addirittura di sesso e di immortalità: argomenti che dovrebbero contribuire a tenere incollati al video nelle fresche serate estive. E se non sono sufficenti gli argomenti, potrebbe esserlo Eleonora Miele (ex Grande Fratello), che nei panni di guida condurrà i tecno scettici a visitare i prodigi di una città futuribile, ambientata nel 2030. A condurre sarà il meno appetibile Gian Stefano Spoto, vice direttore di Rai2.
Due chicche: nelle prime puntate potremmo vedere una ricostruzione della casa avveneristica di Bill Gates, dove mai occhio umano o tecnologico ha messo piede, e farci un giro nelle case molto più reali dei nostri amici giapponesi, con armadi che parlano e scelgono i vestiti per noi. Trattasi della domotica, la scienza che studia le abitazioni
A indagare usi e costumi tecnologici degli italiani -in particolar modo dei vip-, Igor Righetti, giornalista che ama definirsi (l'ha fatto nel suo ultimo libro) ComuniCattivo.
Ne vedremo delle belle.