"Forse in un ipotetico sequel Monsieur Malaussène sarà un padre responsabile: nel testo non lo è!"
"Fare l'attore è un lavoro di auto-analisi. Se fatto bene..."
E così inizia l’intervista “seria”…
Monsieur Malaussène è in parte una proiezione autobiografica di Daniel Pennac, ma nella sua rappresentazione teatrale assume anche parte della personalità di Claudio Bisio: senza tener conto poi del fatto che Monsieur Malaussène ha anche una propria personalità, quella fittizia delineata nei romanzi.
Se in Pennac la componente ironica e auto-ironica è fondamentale per lo sviluppo del personaggio, quanto conta l’ironia per Claudio Bisio?
Tantissimo: quello che hai detto all’inizio è verissimo, noi siamo queste tre cose sommate.
La personalità di Pennac, la mia, quella di Monsieur Malaussène: ed è proprio questa la magia del teatro.
E’ sempre così: tu sei tu, sei quel personaggio, e sei anche l’autore del personaggio che quando l’ha scritto ovviamente ha messo del suo.
Ecco perché gli attori o sono pazzi, o muoiono pazzi, o invece rinsaviscono facendo gli attori, essendo probabilmente stati pazzi prima.
Quello dell’attore è un lavoro quasi di analisi, di auto analisi. Se fatto bene, però.
Devi essere altro da te ma non devi impazzire, non devi essere scisso, schizofrenico.
Detto questo, l’ironia in Pennac è fondamentale: anche nel suo stile di scrittura e nel suo modo di giocare non solo con le parole, cioè con la forma delle cose che dice, ma soprattutto con il contenuto delle cose che dice.
Chi conosce Pennac sa cosa intendo, ma per chi non lo conosce cito solo un esempio, per capire quanto sia importante non solo l’ironia, ma la follia quasi surreale nei romanzi dello scrittore francese: a me ricorda certe cose alla Bréton, alla Queneau, o alla Calvino ( mi riferisco alle Cosmicomiche, ovviamente), se vogliamo ricordare i nostri italiani.
Dicevo, cito come nascerà il figlio di Benjamin Malaussène, che nascerà in una maniera scientificamente inspiegabile: e c’è un momento nella piece, che stavo per definire drammatico, ma che in realtà è proprio tragico.
E’ il momento nel quale Julie scopre che deve abortire perché risulta dalle analisi che il feto è malato: e così tutto quello per il quale Benjamin Malaussène era così felice svanisce improvvisamente, per poi scoprire che questo figlio nascerà dalla pancia di una suora, suor Gervaise, che si occupa di prostitute.
Quindi c’è anche qualcuno che pensa che suor Gervaise abbia in un certo senso derogato al ruolo che le stato assegnato...Ma questo si scoprirà solo alla fine, perché c’è da ricordare che i romanzi di Pennac sono sempre dei gialli, anche se quest’aspetto nella nostra piece viene un po’ sorvolato.Per quella breve esperienza che hai avuto finora, che ne pensi della nostra Facoltà?
Magari dopo saprò risponderti meglio perché devo ancora incontrare gli studenti: a parte il fatto più interessante che è successo finora, e cioè che abbiamo occupato la Presidenza, mi sembra che ci siano delle premesse molto interessanti.
So che ci sono stati un po’ di casini con la Mercedes: io non ho la Mercedes, anzi non ho proprio la macchina, quindi andiamo bene. Per adesso…"