Da Erice un ciclo di seminari sul futuro del pc
La nuova frontiera dell'informatica: le passioni virtuali

Le notizie sul futuro dell'informatica provengono da Erice, un borgo medievale sulla rocca che sovrasta Trapani. Un ciclo di seminari sulle
"Emergenze planetarie" è stata la cornice della profezia di
Axel Lehmann, studioso dell'
Institute for Technical Computer Sciences dell'Università di Monaco; egli afferma che
"entro i prossimi dieci anni i pc sapranno scandagliare l'animo umano e comprenderne i sentimenti". Parole forti che suscitano scalpore ma soprattutto puntano i riflettori sulla nuova frontiera dell'informatica: le passioni virtuali.
I pc quindi riusciranno ad interpretare i sentimenti attraverso l'analisi del battito cardiaco o del sudore delle mani. Ma per riuscire a far questo essi dovranno cambiare forma, diventare più pratico e maneggevole, insomma per dirlo con una parola
wearable, cioè da indossare. Le lenti prenderanno il posto dei monitor, la tastiera sarà sostituita dal microfono attraverso cui dettare al computer ciò che si intende scrivere.
La sua
"indossabilità" permetterà di trasmettere anche dei parametri fisici significativi che lo aiuteranno nella decifrazione delle nostre emozioni.
Ma da Erice giunge anche un segnale d'allarme. A lanciarlo è
Henning Wegener, ambasciatore responsabile del gruppo di monitoraggio della sicurezza sull'informazione istituito dal centro "Ettore Majorana"; egli ipotizza che al crescere delle performance dei pc (infatti ogni 18 mesi i computer raddoppiano le loro capacità di calcolo e di memoria) essi diventano sempre più vulnerabili.
La soluzione a tutto ciò è nella sostituzione degli attuali pc con quelli ottici. Infatti tutto funzionerà non più con gli elettroni ma con i fotoni che se
"disturbati" o sotto
"cyberattacco" bloccano la trasmissione del flusso, rendendo così il sistema invulnerabile.

Un altro problema sollevato durante il ciclo dei seminari ad Erice è quello dell'immagazinamento dei dati. Secondo
Olivia Bosch, studiosa del
Royal Institute of International Affairs di Londra, fra dieci anni avremo delle difficoltà a conservare la mole enorme di dati immagazzinati in questi anni. Ci saranno dei problemi che non consentiranno neanche di aprirli, come la mancanza di sofware utili all'apertura. La soluzione della Bosch è creare una
"biblioteca di software" in maniera da poterli riutilizzare anche fra 100 anni per aprire i vecchi documenti; o anche
"tradurre, ogni qualvolta si cambia generazione di software, la massa dei dati conservati, in modo da poterli consultare usando il nuovo sistema".