Le nuove frontiere dell'informatica: dal pc ottico alla biblioteca di software
Problemi di cuore? Ci pensa il pc

E’ finito anche il tempo delle margheritine da tormentare con gli infiniti “M'ama, non m'ama". D’ora in poi ci penserà il vostro pc a sciogliere i dubbi amorosi, magari esaminando il
battito cardiaco e valutando una serie di altri parametri significativi, come il
sudore sulle mani.
Potenza del
processore, capienza dell'
hard disk, RAM: cancellate tutti i parametri in base ai quali finora avete scelto i vostri computer. Adesso infatti il pc va comprato solo se è capace di capire le nostre emozioni: "
Entro i prossimi dieci anni i pc sapranno scandagliare l'animo umano e comprenderne i sentimenti."

La fantascientifica profezia è stata fatta da
Axel Lehmann, dell'
Institut für Technische Informatik dell
'Università di Monaco, nel suo intervento ai seminari sulle "
Emergenze planetarie" in corso a
Erice.
E non è finita qui: secondo gli studiosi il pc si evolverà anche nella forma.
Il desktop, ora sui monitor, comparirà sulle lenti, e la tastiera non ci sarà più: sarà sostituita da un piccolo microfono, perchè per scrivere basterà parlare.
Quello con cui avremo a che fare è un computer da "indossare" a tutti gli effetti, in grado di trasmettere emozioni e parametri chimico fisici.
E non pensate che siano le solite avveniristiche previsioni di scienziati mattacchioni che si divertono a far evaporare le nostre certezze: i vari pezzi che comporranno il super pc sono già in fase di sperimentazione presso i più avanzati laboratori di ricerca di Usa, Giappone ed Europa.
Ma, se è vero che il progetto avrà importanti applicazioni anche nel campo della
telemedicina, insieme all'ottimismo per le prestazioni dei computer gli esperti riuniti a Erice hanno lanciato anche
l'allarme sulla sicurezza informatica. 
L'ambasciatore
Henning Wegener, responsabile del gruppo di monitoraggio della sicurezza sull'informazione istituito dal centro "
Ettore Majorana", è stato categorico : "Così come
ogni 18 mesi i computer raddoppiano la loro performance, in termini di velocità di calcolo e capacità di memoria
con la stessa celerità diventano sempre più vulnerabili".
Per il momento però la fiducia nel progresso sembra prevalere: basterà attendere l’avvento dei
computer ottici per avere una sicurezza a prova di bomba.
L'informazione, che attualmente viaggia con gli elettroni, con i pc ottici viaggerà infatti con i fotoni (quanti di luce): la cosa importante è che, a differenza degli elettroni, i fotoni bloccano la trasmissione del flusso se "disturbati” e registrano immediatamente l'attacco, rendendo il sistema assolutamente invulnerabile.
Il problema è che bisognerà attendere ancora dai 10 ai 20 anni per avere i pc ottici ed inoltre
quella degli attacchi informatici non è l'unica preoccupazione emersa nel corso dei seminari di Erice: nell'era in cui la diffusione dei pc aumenta costantemente, potremmo infatti non riuscire a conservare l'oceano di dati immagazzinati in questi anni.

A porre il problema è un'autorità nel campo della sicurezza,
Olivia Bosch del
Royal Institute of International Affairs di
Londra. Oggi infatti conserviamo molti dati sui tradizionali
floppy, ma fra dieci anni rischiamo di non trovarci più nulla all'interno o, addirittura, di non avere più software in grado né di aprirli nè, tantmeno, di leggerli.
Per impedire di perdere tutto, Oliva Bosch suggerisce "di istituire una
biblioteca di software", in maniera da potere, anche
fra 1000 anni, utilizzarli per leggere i documenti che conserviamo oggi.
Un altro metodo proposto sempre dalla Bosch per preservare la memoria è quello di "tradurre, ogni qualvolta si cambia
generazione di software, la massa dei dati conservati, in modo da poterli consultare usando il nuovo sistema".
Hacker permettendo.