"Albe', lasciami un posto in Paradiso, così continuiamo a scherza', sennò m'annoio..."
Se n'è andato anche Nino Manfredi

Dopo Mastroianni, Gassman e Sordi anche Nino Manfredi ci ha lasciato.
Saturnino Manfredi nasce il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci, Frosinone. Dopo la Laurea in giurisprudenza da il via ad una carriera poliedrica attraversando radio, rivista, teatro, cinema e televisione sia come attore sia come ideatore, sceneggiatore e regista.
Dopo aver frequentato a Roma l’Accademia d’Arte Drammatica, esordisce al Piccolo Teatro di Milano dove interpreta Shakespeare e Pirandello.
Ma il successo arriva nel ’53 con i ruoli comici in radio e riviste. Da qui poi la carriera televisiva che lo vede sullo schermo per la prima volta nello sceneggiato “L’alfiere” di Anton Giulio Majano nel ’56; indimenticabile inoltre la sua interpretazione ne "Le avventure di Pinocchio" di Luigi Comencini del 1972.
Poi il cinema, senza mai perder d’occhio le altre passioni; oltre 110 film in 55 anni, tra cui i celebri: “Operazione San Gennaro" nel 1966 e "Straziami ma di baci saziami" del 1968 entrambi di Dino Risi, "Nell’anno del Signore" nel 1969 di Luigi Magni…
Come dimenticare poi il suo sorriso nello slogan della Lavazza “più lo mandi giù, più ti tira su”, o il mitico barista Ceccano di: “fusse che fusse la vorta bona”?
Ultimo lavoro cinematografico: “La fine di un mistero”; dove l’attore ciociaro interpreta il poeta rivoluzionario Federico Garcia Lorca. Vincitore al festival di Mosca ed omaggiato dalla Mostra del Cinema di Venezia.
Lo ricordiamo come quell’italiano furbo ma non vile, allegro ma non spensierato. Che tanto ci ha fatto sorridere e commuovere nei suoi film, arricchendoci sempre con qualcosa di nuovo su cui riflettere.