PIPPO è un uomo di poche ma decise parole: "mi dimetto", e lo ha fatto. Alla Rai sono ancora più rapidi: Baudo non farà il direttore artistico di Sanremo? Bene, vuol dire che lo rimpiazzerà Bonolis, lui che del Festival è già il conduttore designato.
Quarantesette anni di carriera, contrassegnati da lunghissimi amori, odii scatenati e appassionati ritorni di fiamma tra il Pippo nazionale e viale Mazzini. Ma stavolta le cose si mettono davvero male per il matrimonio più duraturo della storia della TV (scappatelle Mediaset, brevi e tristi, a parte). Sulla permanenza di Baudo in Rai si allunga pesante l'ombra del mobbing.
Le accuse sono gravissime. "Accuso la Rai di mobbing nei miei confronti. Mi hanno prima convocato per fare Domenica In per poi togliermela; mi nominano direttore artistico di Sanremo, salvo poi far chiamare il mio avvocato e dirgli che si erano sbagliati, perchè quella non doveva essere considerata una direzione artistica ma una consulenza artistica con un gettone di presenza, e senza la possibilità per me di scegliere le canzoni. La consulenza artistica diventa poco dopo direzione musicale come mi riferisce Gianmarco Mazzi, consulente del direttore generale Cattaneo per la musica, perchè, mi spiega, se sono io il direttore artistico si prevede una lite con Bonolis chiamato a condurre il festival. Cosa non vera. Sono andato a trovare Paolo Bonolis in vacanza a Capalbio. Anzi lo ringrazio moltissimo perchè insieme al suo manager Lucio Presta si è prodigato in mio favore. Con Bonolis siamo d'accordo su tutto, non c'è nessun dissenso. Anzi nei giorni scorsi dopo un premio ricevuto a Sirmione ha detto che era sua intenzione farmi salire sul palcoscenico e farmi parlare, anche se Cattaneo non vuole".
Alla pesantezza delle parole del conduttore, la Rai replica prima con stupore, poi con una risolutezza che fa pensare alla soddisfazione di un sassolino che si è sfilato da solo dalla scarpa: ciao Pippo, il Festival va tutto a Bonolis.
Ora il fronte si sposta in tribunale: Baudo preannuncia richieste per danni, viale Mazzini replica che non paga, e anzi, la stessa Rai potrebbe ricorrere al giudice per tutelarsi dalle accuse.