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Attualità

Storia di un borgo di montagna che vuole salvarsi dall'emigrazione. Cablandosi

Bardi (PR), il paese.com

di Simone Esposito
15/07/2004

NON E’ il solito esperimento di vita telematica. Qui c’è un paese incantevole, sull’Appennino parmigiano, una comunità sempre meno numerosa ma ancora attiva, paesaggi incantevoli, ottima cucina, salame dolce in testa. Insomma, qui c’è vita vera.
Ma la neve isola il borgo spesso e volentieri, d’inverno, e il lavoro, e lo studio, molti preferiscono inseguirlo da altre parti, per avere più possibilità.
Da qui nasce un progetto che cammina da quattro anni: fare di Bardi, 2580 abitanti, un paese completamente on line. «Ma "cablato", " on line ", sono termini riduttivi, il nostro sogno è qualcosa di più: un paese dove, da qualsiasi angolo e qualsiasi abitazione, ci si possa collegare ad altissima velocità con ogni altro punto della terra, trasferendo e ottenendo informazioni e servizi ad alto livello, costruendo possibilità di lavoro e una migliore qualità di vita, attirando creatività e competenze, anche quelle delle migliaia di bardigiani emigrati nel mondo, offrendo una sola struttura trasversale per gli ambiti più diversi».
A parlare è un bardigiano d’adozione (sua moglie è di qui, e qui da sempre vivono le sue cinque figlie): Roberto Pontremoli, il 45enne presidente e amministratore delegato di Ibm Italia.
E’ stato lui, coinvolgendo la Fondazione Ibm e il Ministero per l’Innovazione Tecnologica, a far partire tutto: oggi il Comune fa da snodo centrale per la linea Adsl, la biblioteca è diventata un centro multimediale attrezzato per il wi-fi, è attivo un collegamento satellitare e c’è persino un piccolo aeroporto.
Stato, scuola, lavoro, ambiente: quattro attenzioni al centro del cantiere di Bardi. Come portare lo Stato al cittadino? Con il wi-fi: «Un geometra di qui, per condurre il cantiere di un alberghetto, deve scendere fino al catasto di Parma per chiedere i permessi, poi andare magari al ministero del turismo, e così via. Domani, tutto questo gli sarà risparmiato», spiega Pontremoli.
600 studenti seguono le lezioni in videoconferenza, con un tutor fisicamente in classe per le materie di base, e tanti adulti fermi alla terza media sono riusciti a tornare sui banchi.
In più un call center, e un’azienda di software: le nuove tecnologie hanno dato respiro alla comunità, senza snaturare i ritmi e le tradizioni del luogo.
E portato pure un po’ di mondanità: in paese sono arrivati 600 ospiti da tutto il mondo nei giorni scorsi per la quinta edizione dei “Bardi Web Awards”, un riconoscimento per siti Internet.
“Bardus” era l’elefante preferito da Annibale, che, si narra, fondò il paese perché qui l’animale morì durante la discesa dalle Alpi. C’è da giurarci che, oltre alle lacrime, il condottiero lasciò qui anche il gene della volontà testarda, la stessa che ritrovi in Pontremoli e nei suoi orgogliosissimi, determinati compaesani.
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