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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
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Attualità

"Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla creazione dell’informazione globale"

Nasce Agora Vox Italia

di Chiara Carrarini
01/10/2008

La presentazione ufficiale di AGORA VOX Italia si terrà Venerdì 3 ottobre a Roma alle ore 11.00 presso il nuovo Cinema Aquila.
Agora Vox è il primo esempio di giornalismo partecipativo in Europa. Nasce in Francia nel 2005 da un’idea di Carlo Revelli. L’ideatore avvertì un contrasto tra l’opinione pubblica, quella dei politici e dei media mainstream in merito al referendum sulla Costituzione Europea. Una vera e propria asimmetria tra il sentimento “popolare” che circolava sul web e quello dei media “tradizionali”. Ci fu anche nel 2004 un avvenimento tragico come lo Tsunami in cui ci si rese conto come il susseguirsi delle informazioni non era gestibile attraverso i media tradizionali. In effetti, le notizie sui i nomi degli scomparsi, dei feriti attraverso immagini e dati trovarono nella rete un supporto valido ed efficace. Il web divenne ed è un sostegno, una base privilegiata.

Così il consumo di massa di Internet ha sovvertito il rapporto fiduciario tra il pubblico e coloro che sono delegati a selezionare ed editare professionalmente il flusso delle informazioni. La massa critica trasforma il peso e il numero delle notizie modificando la percezione degli avvenimenti. I giornalisti si scontrano con le nuove modalità di consumo diretto che rendono anacronistici i compiti tradizionali del gatekeeping e di mediazione tra l’evento e la sua rappresentazione. Dunque attraverso Internet ciascuno può aggirare  la mediazione giornalistica e diffondere informazioni sulla cui attendibilità però  sono pochi a garantire.
Agora Vox ha per predisposizione la libera diffusione delle informazioni proveniente dai cittadini, ma ha una redazione che agisce da filtro. Essa si occupa di verificare se l’articolo  si conforma con la politica editoriale adottata. Una politica  in cui tutti possono diventare “reporter” senza basarsi su orientamenti politici, religiosi, sociali, culturali ed economici. La redazione considera la presenza di profili diversi un contributo per una maggior ricchezza di informazione e dialogo. Tutti gli articoli possono essere commentati. Naturalmente il forum di ogni articolo è uno spazio  civile e civico con la funzione di arricchire il dibattito.
Gli articoli vengono esaminati e verificati da una redazione composta da vari moderatori. Ogni  internauta che pubblica 5 articoli può diventare un moderatore. Il pezzo viene messo on-line se raggiunge un quorum  di voti dati appunto dai moderatori.
Ci sono dunque ben tre filtri: i moderatori;  se l’articolo ha ottenuto il quorum necessario di voti per la sua pubblicazione, la redazione centrale di AgoraVox fa le necessarie verifiche, controlla eventuali problemi di natura giuridica, finalizza l’impaginazione e inserisce on-line l’articolo; ogni lettore può votare, ma soprattutto agisce da filtro perché é libero di commentare e contribuire a correzioni o ulteriori informazioni.
Si privilegia la pubblicazione di notizie d’attualità su avvenimenti o fatti oggettivi,  ma anche di inediti. La redazione non interviene sul contenuto dell’articolo senza l’accordo dell’autore,  tranne per correzioni che non modifichino il senso. Il titolo potrebbe essere cambiato per suscitare maggiore interesse. Per quanto riguarda   eventuali file allegati (fotografie, video, suoni ) possono, essere eliminati o ottimizzati.
Inoltre i reporter accettano implicitamente che il loro articolo o documento, possa essere riprodotto su altri siti Internet e da altri media. Tranne in caso d’avviso contrario chiaramente espresso, coloro che possiedono un blog accettano che la redazione riproduca (chiedendo un’autorizzazione specifica di volta in volta), un articolo già pubblicato sul loro blog o sul loro sito web. Inoltre nel caso di immagini, video, suoni  rivenduti a terzi come agenzie di stampa, giornali, tv etc… la redazione assicurerà al reporter una percentuale d’incasso.
Oggi, l’edizione francese di Agora Vox, conta un milione di visitatori unici al mese e 35000 "reporter" propongono articoli. Tra loro circa 1000 moderatori, votano i pezzi off line e quelli più interessanti sono pubblicati. Successivamente gli utenti li votano on line e in base alle preferenze e al numero di commenti un articolo sale o scende sulla home. In Francia in base alla classifica Wikio, Agora Vox  è il secondo medium più citato su Internet dopo Le Figaro.
Carlo Revelli e il project manager Francesco Piccinini, presenteranno a Roma  questo progetto alla stampa, ai blogger e a tutti coloro che credono in un’informazione libera. Inoltre ci sarà la presentazione di Arnaldo Capezzuto della prima inchiesta partecipativa italiana su Camorra e Rifiuti. Vera e propria indagine partecipativa mai realizzata in Italia, con materiali inediti e testimonianze mai apparse sulla stampa nazionale, a cui hanno collaborato anche i cosiddetti  “normali” cittadini con contributi scritti, foto e video. Sul palco anche Pino Maniaci, giornalista antimafia e Giulio Cavalli (attore minacciato dalla mafia), i quali faranno una puntata di Radio Mafiopoli, trasmissione radio sullo stile di Radio Aut di Peppino Impastato. I presenti potranno intervenire in diretta e contribuire alla trasmissione.
AgoraVox ha lo scopo di trattare le notizie da un punto di vista differente da quello proposto dall’agenda setting dei media mainstream. Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla creazione dell’informazione globale. Sulla home le notizie salgono o scendono in base  al numero di visite, voti e commenti.
La partecipazione modifica così il ruolo dell’informazione. Come scrive Rebecca MacKinnon “Una persona assorbe e rielabora  l’informazione a un livello più profondo se può anche essere coinvolta in una discussione su di essa, e anche di più se fa il passo successivo di articolare il proprio pensiero scrivendo in uno spazio pubblico”.
Un'informazione solamente dall'alto verso il basso non è più concepibile con il Web 2.0 e i suoi sviluppi, l'invasione degli user generated content e l'accessibilità sempre più diffusa della Rete.
Non esiste però una specificità giornalistica del Web, ma tante quante sono i siti. Giornalismo collaborativo, citizen journalism, grassroots journalism, open source journalism, pro-am journalism... non solo i nomi, ma le forme e i livelli sono diversi e in continua evoluzione. Ecco perché è molto importante  dedicare una particolare attenzione  a questi processi di ibridazione e di
osmosi relativi all’editoria multimediale.

stampa

riferimenti

AgoraVox

Mario Morcellini e Gerardina Roberti (a cura di) (2001)“Multigiornalismi. La nuova informazione nell’età di Internet”, Guerini e Associati, Milano

Da Mediazone

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