Iraq: un reportage di Rainews24 svela l’uso di sostanze tossiche a Fallujah
Scoop italiano: le armi chimiche c'erano, ma erano americane
ARMI CHIMICHE contro civili sono state impiegate dall’esercito statunitense durante l’offensiva a Fallujah nel novembre 2004. La notizia è stata diffusa da
un’inchiesta di RaiNews24.
Nel reportage, intitolato “La strage nascosta”, l’autore Sigfrido Ranucci intervista alcuni soldati americani e diversi abitanti della città, che confermano l’uso del
fosforo bianco e di altre armi proibite.
Impressionanti i contenuti del
video:
corpi bruciati,
letteralmente sciolti, ma incredibilmente ancora con gli indumenti intatti; un
bambino deformato dagli effetti delle sostanze tossiche;
immagini satellitari che fotografano una città demolita, completamente rasa al suolo.

Jeff Englehart, ex marine e veterano della guerra in Iraq, ha partecipato alla battaglia. “A Fallujah ho visto corpi di donne e bambini brutalmente uccisi. Il fosforo bianco esplode in forma di nube e chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”, racconta.
Un uso completamente diverso da quello ufficialmente dichiarato da una nota del Dipartimento di Stato del dicembre 2004, secondo la quale il fosforo serviva ad illuminare le postazioni nemiche. Il suo ruolo è stato ben più rilevante, al punto da essere gettato indiscriminatamente sui quartieri della città.
L'ex marine continua: “Il fosforo bianco non lascia scampo. Se colpisce un essere un umano lo consuma fino all’osso, ma non brucia i vestiti perché fa effetto solo sulle molecole che contengono acqua”.
Nel video appare anche Mohamed Tarek al Derapi, direttore del Centro di Studi per i Diritti Umani e la Democrazia. Lui, che è di Fallujah, non solo denuncia l’uso del fosforo bianco, ma riferisce anche come, in maniera ambigua, i “tecnici” del settore lo classifichino come arma incendiaria e non chimica.
L’uso di MK77 fa da tocco finale al tutto. È in pratica una nuova versione del Napalm, di diversa composizione ma con effetti identici. E fa riflettere il fatto che sia l’uso di sostanze incendiarie che l’uso di sostanze chimiche sono vietati da convenzioni che gli Stati Uniti hanno firmato e alle quali hanno aderito.