Il ministro Stanca: "Superare il paradosso dello squilibrio digitale”
I contenuti digitali su Internet? Un far...web
I problemi legati al diritto d’autore, al P2P e alla collocazione dei contenuti
NEL MARE MAGNUM della Rete si trova di tutto. Un “tutto“ disperso talvolta nel profondo di un motore di ricerca, di uno spazio web privato o nell’oceano del Peer-to-Peer. Un “tutto” che spesso viene reso pubblico in barba ai principi di tutela della proprietà intellettuale. Specie in Italia, dove il popolo di Internet è essenzialmente un popolo di navigatori e di liberi fruitori, ma scarseggia l'offerta di contenuti.
Il paradosso dello <<squilibrio digitale>> - così come l’ha battezzato il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca – si presenta come lo scontro tra la volatilità della diffusione delle informazioni e la tutela del diritto d’autore. Un paradosso che frena brutalmente la crescita e lo sviluppo del nascente settore dei contenuti digitali e che ritarda la conversione industriale delle tradizionali filiere dell’editoria, del cinema, della musica, della cultura: in Italia questo settore incide sul PIL nazionale solo per l'1.1%, contro l'1.9% della Francia, il 2.3% della Germania, il 3% della Gran Bretagna e il 3.8% degli USA.
<<Internet non può essere considerato una zona franca, un Far West sede di ’scorrerie digitali’ – afferma Stanca - poiché ciò che è proibito nel mondo reale deve esserlo anche in quello virtuale. Ma, al contempo, la norma deve essere sufficientemente flessibile per non rappresentare un freno allo sviluppo della tecnologia e del mercato, alla diffusione della conoscenza>>.
Di proprietà intellettuale e di giusta allocazione delle risorse informative sul web si è parlato a Roma lo scorso 4 maggio, alla presentazione del rapporto elaborato dalla Commissione Interministeriale sui contenuti digitali nell’era di Internet. Le linee di sviluppo, illustrate nell’occasione dal ministro Stanca e da Paolo Vigevano, presidente della citata commissione, percorrono la via della cooperazione tra i soggetti coinvolti nei processi di ICT. Con l’obiettivo di individuare una strategia comune ed un punto condiviso non solo di partenza ma, ora, anche di lavoro.
Al rapporto sui contenuti digitali su Internet hanno collaborato le principali componenti del sistema delle telecomunicazioni: operatori software, cinematografici e radiotelevisivi, internet provider, associazioni di consumatori, autori, editori, esperti e istituzioni.
<<Il Rapporto – spiega Vigevano – contiene le linee guida che sono il presupposto per la stipula del Patto di Sanremo e prevedono una visione condivisa delle strategie per promuovere il nuovo mercato dei contenuti digitali su Internet, dando indicazioni sulle modalità per l'adozione dei codici di condotta, definiti per categorie (titolari dei diritti, fornitori di connettività, case di produzione, gestori di piattaforme di distribuzione)".
Quattro sono le proposte di intervento che la Commissione ha individuato:
- favorire la collaborazione tra gli operatori di settore e gli utenti, affidando alle istituzioni il ruolo di garante
- mettere a punto interventi normativi con l'obiettivo di "non criminalizzare" il Peer-to-Peer (P2P) e diffondere i contenuti secondo il principio che non ci sono zone franche virtuali e, nel contempo, le disposizioni debbono essere flessibili per non ostacolare lo sviluppo tecnologico e la crescita del mercato
- promuovere una coscienza etico-sociale per la diffusione della informazione sulla normativa, elementi essenziali per contrastare i comportamenti illeciti
- incentivare lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali in modo che l'Italia possa ridurre la distanza rispetto agli altri Paesi.
<<Occorre "popolare" la Rete e promuovere lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali attraverso l'impegno del settore pubblico a porre in Rete contenuti digitali liberamente fruibili per diffondere il sapere e la cultura>> conclude Vigevano.