NUOVO look per Ronald McDonald's, il pagliaccio simbolo del colosso dei fast food. I primi di giugno gli Stati Uniti hanno infatti visto l'uscita della nuova campagna pubblicitaria, in cui la mascotte indossa una tuta attillata, al posto della vecchia salopette oversize e mostra una siluette da invidia.
Mangiate frutta e verdura! Alzatevi dal divano e fate sport! Sono questi gli slogan che il clown rivolge ai bambini americani, i più assidui frequentatori della catena, mostrandosi in tenuta sportiva, circondato da invitanti e colorati frutti e ortaggi.
Coda di paglia? Certamente sulla scelta di questa nuova strategia comunicativa avranno pesato le sempre più pressanti accuse mosse alla McDonald's che la additano come la causa principale della spaventosa crescita dell'obesità infantile: negli Stati Uniti infatti i bambini iniziano ad essere obesi dai due anni in poi.
La beffa sta nel fatto che nonostante la nuova campagna si mostri come sostenitrice delle sane abitudini alimentari, nei fast food della McDonald's non vi è traccia di una reale promozione di questi alimenti verso il pubblico dei più giovani. Non vi è nulla di paragonabile al tanto amato "Happy Meal" che contenga cibi alternativi agli hamburger.
Ray Krock, l'uomo alla guida dell'impero McDonald's, comprese dai tempi del "DayMcOne" come i bambini fossero il target su cui puntare. Kroc non aveva ancora rilevato il gruppo dai fratelli McDonald's che già il clown Ronald McDonald si stava occupando di sedurre i bambini con hamburger e frullati.
Niente panini. Krock intuì da subito le implicazioni negative che avrebbe avuto un messaggio pubblicitario con protagonista un clown che ingrassa a furia di panini e così decise che il pagliaccio Ronald avrebbe riso, cantato, ballato ma mai avrebbe avuto un hambuger in mano.
Il mito di Ronald: ultimamente, la rivista Advertising Age ha pubblicato una lista delle icone pubblicitarie più celebri del ventesimo secolo: Ronald McDonald è finito al secondo posto. Sapete chi era in prima posizione? L'uomo della Marlboro. Come dire, dalla padella alla brace. Anzi dalla brace alla padella
