SI CHIAMA "happy slapping", proviene dalla Gran Bretagna e si sta diffondendo in Europa come la tecnica delle botte gratuite e... anche filmate con il cellulare. "Lieti schiaffi", appunto. Ma non si tratta di un’esperienza così felice per chi, invece, le percosse le subisce e, soprattutto, senza alcun motivo. Sembra, infatti, che la vittima venga scelta a caso, arbitrariamente, in mezzo alla gente.
La prima a "sperimentare" la nuova moda tra i giovani, in Francia, è stata un’insegnante del liceo di Porcheville, lo scorso 24 aprile. Un alunno la picchiava davanti alla classe, mentre un compagno riprendeva con il telefonino tutta la scena. Tutto per mettere poi il filmato su internet, come i "precursori" inglesi. Ma gli autori non la stanno passando liscia.
Ad Orléans sono stati denunciati quattro ragazzi, e uno di loro arrestato il giorno dopo in casa sua. Avevano trascinato e picchiato un giovane in un parcheggio, solo perché - a loro detta - li aveva "guardati male". L’accusa da parte della Procura di Orléans è quella di violenza in gruppo. I tre ragazzi che avevano assistito al pestaggio, tutti minorenni, erano stati sorpresi dai poliziotti, pochi metri più in là rispetto al luogo della violenza mentre rivedevano con gusto la ripresa sul cellulare. L’altro era già scappato, ma la sua fuga non è durata molto.
Un tale uso spregiudicato delle nuove tecnologie porta a far riflettere. Quanto è utile o necessario affidare strumentazioni di ultima generazione a giovani che non sempre hanno una piena percezione delle potenzialità e dei limiti delle nuove tecnologie? Torna alla mente l’episodio italiano di Asti, quando lo scorso 7 aprile un gruppo di studenti è stato sorpreso a fotografare con il telefonino una trentenne caduta dal balcone di casa e rimasta infilzata nelle punte di una cancellata in ferro. Una tragica morte non rispettata.
Un altro video che lo scorso febbraio ha fatto molto discutere, in Italia, era stato quello effettuato da un passante a Sassuolo. Un uso del videofonino che, stavolta, ha invece favorito la giustizia. Il passante aveva ripreso una
pattuglia di carabinieri mentre pestava un immigrato, denudato, che poco prima aveva perso le staffe. In una scena un militare di 120 chili gli saliva addosso, mentre in altre calci e pugni facevano da padroni. Il video era stato poi consegnato all’Associazione dei Giovani musulmani, ringraziata dal comando dell’Arma, che aveva poi annunciato il trasferimento e un procedimento disciplinare a carico dei due carabinieri responsabili.

Un approfondimento su Wikipedia [italiano - english]
Il video del pestaggio di Sassuolo