Gianni Boncompagni: “io la tv la guardo solo su Youtube”
Fantauditel premia il vincitore: capire la tv è un gioco
Giovedì 12 giugno 2008 presso il Centro Congressi della Sapienza Università di Roma, si è tenuto l’evento finale conclusivo del progetto
FantAuditel,
Fantauditel è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza dove per quattro mesi si sono sfidati studenti, docenti, personaggi ed esperti di tv, cercando di prevedere lo share che avrebbero totalizzato i programmi di prima serata. Alla fine il più bravo è stato Pio Di Giosa, studente di Scienze della Comunicazione della Sapienza, premiato da Gianni Boncompagni.

L’incontro è stato aperto dal prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza che ha ripercorso la storia del progetto Fantauditel sottolineando gli aspetti principali che ne hanno fatto un’esperienza di punta della vita didattica della Facoltà. Morcellini ha sottolineato l’importanza di coniugare la disciplina nello studio con la dimensione del gioco “non solo per aggirare le resistenze opposte dai giovani all’accademismo dei vecchi baroni dell’università, ma anche per costituire un nuovo e più moderno canale formativo in grado di rispondere all’abdicazione della qualità dei saperi, in favore della quantità, apportata dalla riforma universitaria del 3+2”.
Secondo Morcellini la fantasia di studenti e formatori può così diventare addendo o addirittura moltiplicatore di formazione.

Il Fantaudtel come esperienza di studio e gioco ha permesso sia di portare avanti con vitalità e creatività lo studio sulla TV e le sue audience, ma anche di approfondire le metodologie e le regole per il gioco pubblico, combinando la funzione fondamentale dell’Auditel con la didattica innovativa.
Per
Francesca Pellegrini, responsabile comunicazione di
MEDITA srl, la web agency che ha sviluppato la piattaforma, il marketing virale e l'utilizzo di una logica di rete hanno favorito il successo del progetto, che ora, sulla base dell'esperienza acquisita, potrebbe diventare un format applicabile anche a progetti diversi.
Studenti giocatori, internauti giocatori ma anche docenti giocatori. Il prof. Alberto Marinelli ha parlato infatti del Fantauditel, non soltanto da esperto e studioso del settore, ma anche alla luce della sua partecipazione attiva alle sfide sull’Auditel che gli hanno permesso di vivere in prima persona la quotidianità del progetto.

Dal punto di vista accademico, il prof. Marinelli ha voluto poi approfondire il tema del cambiamento del ruolo delle audience: “L’audience smette di essere merce di scambio fra imprese televisive e agenzie pubblicitarie e diventa produttore di un valore che va ben oltre il semplice dato quantitativo monitorato dall’Auditel”. Un’osservazione accompagnata dalla consapevolezza che oggi non si può più parlare di televisione senza citare la sua fortissima relazione con il web, come gia accade negli USA con il fenomeno del Fandom legato alla serialità dei prodotti televisivi: “Sempre più persone guardano ormai la tv con il pc acceso, tendono ad aggregarsi in comunità e approfondiscono la conoscenza del mondo che gira intorno alle produzioni televisive … così anche i produttori hanno la possibilità di consultare il proprio audience reale ed in base alle loro richieste, alle loro preferenze e alle loro esigenze modificano o confermano particolari linee evolutive delle fiction o degli altri prodotti editoriali … Inutile dire che il pubblico di cui si parla in questo caso è proprio lo stesso che da qualche tempo è in fuga dalla tv”.

Al dibattito hanno partecipato, oltre all’ospite d’onore, Gianni Boncompagni, anche il critico e autore radiofonico Dario Salvatori ed il giornalista de “Il Messaggero” Marco Molendini, che hanno dato vita ad un vivace confronto sul ruolo dell’Auditel, sull’evoluzione della televisione italiana in generale, e di quella di Boncompagni in particolare, dagli anni ’70 ad oggi.
Rispondendo alle domande degli studenti e dei docenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Gianni Boncompagni ha confessato che non guarda mai la televisione italiana, preferisce internet e Youtube; si concede solo qualche buon documentario prodotto dalle emittenti straniere che trasmettono sul satellite. Anche il suo rapporto con l’Auditel è piuttosto tormentato poiché lo ritiene un sistema che rispecchia una visione commerciale della tv; nonostante ciò, come poi non ha potuto fare a meno di confessare, anche per lui e per i suoi programmi il riscontro dei dati Auditel aveva una grande importanza (soprattutto quando i risultati erano positivi).

Al termine dell’incontro c’è stata la premiazione del vincitore del Fantauditel, Pio Di Giosa. Sono stati premiati anche la seconda classificata, Claudia Schiona ed il quarto, Ivan Giannone.