Dieci studenti/etnografi nel Mato Grosso, Brasile, ospiti presso l’aldeia Bororo di Garças per mettere in pratica quanto imparato sulle “sudate carte”. È questo il progetto elaborato dal prof. Massimo Canevacci – cattedra di Antropologia Culturale, facoltà di Scienze della Comunicazione, La Sapienza Università di Roma –, un’ idea che prende le basi dalle sue recenti ricerche aventi per oggetto la cultura Bororo e linfa vitale ne “La linea di Polvere: i miei tropici tra mutamento e autorappresentazione”. Infatti, l’opera di Canevacci ha fornito un esempio su come si può realizzare una ricerca etnografica che trovi una posizione – ovviamente mai definitiva – sia rispetto ai problemi teorici dell’antropologia contemporanea, che alle modalità di scrittura etnografica. Il lavoro svolto dal gruppo di dieci studenti selezionati si propone come un’ innovazione della didattica universitaria, e opera su due livelli: l’uscita dalle “mura” della facoltà per apprendere l’antropologia (e non solo) direttamente sul campo e l’elaborazione dell’esperienza etnografica attraverso diversi linguaggi. L’ iniziativa, in sintesi, mira a mettere in discussione la gerarchia del sapere caratteristica dell’università tradizionale, proponendo una dialettica sempre viva tra docenti e studenti.
Partito da Roma il 5 dicembre 2007, dopo cinque giorni trascorsi a São Paulo per mettere a punto gli ultimi dettagli il gruppo di ricerca ha affrontato un lungo viaggio – prima da São Paulo a Goiânia in aereo e poi da quest’ultima a Barra do Garças a bordo di un camioncino – per giungere il 11 dicembre nei pressi dell’aldeia Bororo. Durante il loro periodo di permanenza (cinque giorni) gli studenti impegnati sul campo hanno raccolto materiale visivo e sonoro, redatto i diari di campo e si sono imbattuti, in prima persona, nella complessa riflessione relativa alle conseguenze del colonialismo nei confronti delle culture indigene e sulle loro posizioni rispetto al resto del mondo. Inoltre il gruppo di ricerca ha negoziato con le autorità Bororo la possibilità di filmare, scattare fotografie e prendere appunti e ha avuto la possibilità di visitare una seconda aldeia, quella di Meruri, più vicina all’influenza dei missionari salesiani, che nel Mato Grosso svolgono un’intensa attività di evangelizzazione.
L’esperienza acquisita dagli studenti, sia attraverso le letture che attraverso l’esperienza sul campo, verrà elaborata e presentata grazie a due eventi performatici dal titolo “FRAMMENTI ETNOGRAFICI: esperienze mix-mediali di studenti presso un villaggio Bororo (Mato Grosso, Brasile)”. Il primo verrà presentato il 5 marzo, alle ore 16.00, presso l’aula Magna della facoltà di Scienze della Comunicazione; il secondo invece, ancora in progettazione, al centro sociale ESC. Il programma del primo evento prevede un’introduzione al viaggio e all’aldeia Bororo fatta dagli studenti, l’intervento dei proff. Massimo Canevacci, Alberto Sobrero e Vincenzo Padiglione (quest’ultimi sempre associati alla Sapienza Università di Roma) ed infine la relazione degli studenti grazie anche al supporto di video – fotografie – suoni – taccuini. Inoltre nel maggio 2008, sempre in seno alla cattedra di Antropologia Culturale di Scienze della Comunicazione, le conoscenze acquisite e sviluppate dal gruppo di ricerca saranno messe a disposizione degli altri studenti grazie ad un seminario didattico.
