SE DICIAMO "rete", parlando di informatica, subito pensiamo ad internet, ma in realtà ci sono altre possibilità, ecco infatti che arriva una nuova trama possibile di collegamenti infiniti, ma stavolta senza connessione fisica. Un nuovo modo di far rimbalzare le informazioni di nodo in nodo, costituiti questi, dagli utenti stessi.
Il progetto si chiama "Haggle" e si basa sul principio di "connessioni opportunistiche", finanziato dall’Ue nell’ambito della ricerca di infrastrutture independenti, che ha come data ultima di realizzazione il 2010, una data che suona un pò da film di fantascienza e che renderebbe onomatopeicamente parlando, grande onore ad un’idea ambiziosa ma forse complessa da realizzare.
Tecnicamente, raccontata in modo semplice, la rete Haggle sfrutterà i collegamenti wireless, bluetooth o le aree wi-fi gratuite, per tenere uniti i singoli navigatori. Se dovrò quindi mandare un messaggio sfrutterò il "rimbalzo" che si creerà tra i computer più vicini fino ad arrivare a destinazione. Le informazioni vivranno di spinte continue, tra un pc ed un altro. Tanti dispositivi mobili per un’inica rete virtualmente fissa ma fisicamente in movimento.
Il progetto è realizzato alla Supsi, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, da due team coordinati da Silvia Giordano e Christian Marrazzi e verrà finanziato dal 5° programma quadro dell’Ue.
L’utente stesso , con il suo dispositivo mobile, sarà parte della struttura, non più soltanto navigatore ma anche nodo stesso di scambio, un modo per stare nella rete ed essere la rete.

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Visita il sito della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana