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MediaZone è un progetto della Facoltà di Scienze della Comunicazione e del Dipartimento
di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
Da un’indagine Swgrisulterebbe che l’informazione su Internet è ritenuta più affidabile di quella dellastampa e dellatv. Questi i voti medi espressi da un campione di 300 dirigenti, imprenditori e liberi professionisti: 6,2 a Internet, 5,5 alla carta stampata, solo 3,9 alla tv. E nel frattempo, in USA si è verificato, in marzo, il primo caso di sorpasso della tv ad opera del web. “Fat Actress”, show a metà strada tra reality e fiction, con Kirstie Alley come protagonista, ha calamitato più ascoltatori su Yahoo che sulla tv via cavoShowtime. E ciò la dice lunga sulla pervasività reale della tv via Internet; secondo Fabrizio Meli, responsabile contenuti di Tiscali, l'audience potenziale della tv via internet, non è stata ancora ben compresa dal marketing.
Oltretutto, si tratterebbe di coinvolgere e analizzare anche un target complesso e però significativo, quello orientato al consumo di letteratura o di quotidiani, e che andrebbe “spinto” verso forme di consumo multimediale, proprie di un rich medium.
Il segno è quello di una transizione verso forme di partecipazione attiva dell’utente alla costruzione del palinsesto, emancipato dalla logica push. L'unico progetto organico già avviato è al momento Rosso Alice di Telecom Italia. La sfida è duplice, dal punto di vista dei contenuti: da un lato, infatti, c’è bisogno di formati che la vincano effettivamente dal punto di vista dei contenuti, senza copiare gli altri; dall’altro, più complicato, pensare il prodotto in funzione della piattaforma, come spiega Giulio Valiante di My-tv, che spopolò con il cartone web di Gino il Pollo e che ora crea contenuti digitali.
L'ultima sfida da compiere riguarderà i costi: come conquistare un utente e spingerlo a pagare per fruire di contenuti che finora ha avuto gratis?