Un computer, una linea Adsl, cuffie con microfono e qualcuno con cui parlare per ore dall’altra parte del mondo. O anche solo dall’altra parte di un computer. Questi gli elementi necessari per provare la nuova rivoluzione della telefonia: VoIp, Voice over Ip, il sistema di telefonia via Internet che permette di parlare a qualsiasi ora e a qualunque distanza gratis tra computer, oppure a tariffe particolarmente vantaggiose se si chiama un telefono (un’ora di chiacchierata con Sidney costa poco più di 1 euro).
Il software necessario è gratuito, scaricabile da Internet, facile da installare e si chiama Skype. A questo punto non resta che dire il nome del genio che nel 2003 ha dato vita a tutto questo: lo svedese Niklas Zennström, un uomo che evidentemente trae grande soddisfazione (e guadagno) da quella che lui stesso definisce la sua “distruptive technology”: offrire gratis gli stessi servizi che tradizionalmente le aziende fanno pagare.
Tecnologia distruttiva per le spese quindi, a tutto vantaggio dei consumatori. Per Skype infatti non sono gli utenti finali la grande fonte di guadagno, se non per quella minima parte proveniente dalle telefonate fatte verso i telefoni tradizionali (SkypeOut), bensì le stesse grandi compagnie telefoniche a cui apparentemente sembrerebbe mettere il bastone tra le ruote ma a cui invece la telefonia via Internet porta enormi vantaggi: la diffusione della banda larga, assolutamente necessaria per il sistema VoIp, lo sviluppo della telefonia mobile via wireless (collegamenti Internet senza fili) oltre ad un risparmio enorme per il trasferimento delle chiamate per le compagnie stesse (circa il 30%).
In molti paesi questo si sta traducendo in un abbassamento sensibile delle bollette telefoniche, mentre in Italia, nonostante anche Telecom abbia adottato il sistema VoIp, questo non avviene ancora perché, secondo le affermazioni di Mario Gelmini responsabile marketing del segmento consumer, l’azienda sta per ora puntando alla creazione di nuovi servizi piuttosto che all’abbassamento dei prezzi. Vedremo. Ma intanto…”Quanto ce piace chiacchierà!”
