MAURICE Lévy, presidente e amministratore delegato della Publicis, quarto gruppo mondiale nel settore della comunicazione, si dichiara ottimista riguardo agli sviluppi futuri della pubblicità on line e sui telefonini di terza generazione. La sua società, infatti, ha chiuso i primi sei mesi del 2005 con un utile netto incrementato del 49%. Interpellato sul significato economico di un così ampio margine di crescita, risponde che «questi risultati sono il frutto di anni di lavoro» del suo gruppo, piuttosto che un segnale di generale ripresa economica.Tassi di crescita medi del 35%, spinti in paesi come la Cina addirittura al 70%, fanno di Internet un mezzo di comunicazione in piena esplosione, al contrario della tv, stabile, e della carta stampata, stimata in calo del 2 – 3% nei prossimi tre anni. Il Regno Unito vede sviluppi maggiori di Francia e Germania, l’Italia va meglio della Francia. Con riferimento al Belpaese, Lévy ha anche detto la sua sullo stato dell’economia italiana, di cui evidenzia il segnale positivo della ripresa della Fiat, nonché sul modo di fronteggiare la crisi di Bankitalia. Perentorio Lévy: «La prima cosa da fare per riconquistare la credibilità […] è rimettere la casa in ordine. Sottointeso che il “padrone di casa”- alludendo al governatore Fazio – se ne deve andare».
