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Attualità

A Torino, scatti e opere-video raccontano la tragedia della ThyssenKrupp

Chi muore al lavoro

di Chiara Carrarini
30/04/2008

E’ stata inaugurata a Torino il 22 Aprile, alla Fondazione  Sandretto Re Rebaudengo “Chi muore al lavoro”, mostra fotografica e video sulla tragedia della ThyssenKrupp.
L’esposizione raccoglie 75 fotografie, selezionate tra oltre duemila, pervenute a cittAgorà, periodico del Consiglio Comunale, da fotografi professionisti e non, familiari delle vittime, amici,  colleghi di lavoro, cittadini comuni.
Gli scatti testimoniano e interpretano liberamente il dramma dell’incidente accaduto nella notte fra il 5 e il 6 Dicembre 2007 in cui sette operai dello stabilimento di Torino vengono investiti dalle fiamme a causa di un incendio che coinvolge un macchinario per la  lavorazione dell’acciaio e un altro operaio resta ferito in maniera non grave.
Le critiche sollevate all’azienda da parte dei lavoratori sono tante sia perché gli operai stavano lavorando da 12 ore, avendo quindi accumulato ben 4 ore di straordinario, sia perché secondo le testimonianze, i sistemi di sicurezza  non hanno funzionato. Sotto accusa estintori scarichi, idranti malfunzionanti, mancanza di personale specializzato.
Il percorso espositivo è allestito seguendo 4 tematiche: le vittime, la fabbrica, le esequie, la partecipazione popolare. Le immagini suscitano un forte impatto emotivo proprio perché riescono a narrare momenti davvero strazianti. Si inizia con i ritratti delle vittime, poi c’è la fabbrica attraverso le foto scattate dai vigili del fuoco ai macchinari distrutti, ai motori, all’olio fuoriuscito, i funerali solenni in Duomo il 13 Dicembre e altri commiati, le contestazioni, il corteo di solidarietà.
Nelle sale, per tutta la durata dell’evento fino al 18 Maggio, verranno proiettati i filmati della redazione TGR Piemonte della Rai sulla vicenda dell’acciaieria. Inoltre sono previsti importanti appuntamenti che accompagneranno la mostra.
Il 29 Aprile alle 20,30 ci sarà l’anteprima nazionale del film “La classe operaia va all’inferno” di Simona Ercolani, prodotto per Greed dalla Ercolani e da Fabrizio Rondolino. Nel film la tragedia, le morti bianche, le trasformazioni profonde sul mondo del lavoro. Il 1 maggio alle ore 20,30  verrà proiettata l’opera video dei fratelli Gianluca e Massimiliano Serio “Come l’acciaio” realizzata raccogliendo, selezionando e montando il materiale proveniente da foto-amatori e professionisti. Dal 2 Maggio quest’opera si potrà vedere all’interno della Fondazione. Il 13 Maggio alle ore 14,30 si svolgerà il primo convegno “Sicurezza sul lavoro oggi”.
Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo con le fotografie esposte, ma anche un apparato di testi. L’intero ricavato della vendita del catalogo e dei dvd contenenti l’opera video sarà devoluto al fondo per le vittime del Lavoro istituito dal Comune di Torino.
E’ proprio il Comune di Torino, che  nella prima seduta dell’anno del Consiglio Comunale lo scorso 14 Gennaio, ha voluto proclamare all’unanimità il 2008 “Anno della Sicurezza nei luoghi di Lavoro” per sensibilizzare la cittadinanza e le parti sociali affinché  non accadano più stragi sul lavoro. Il Comune quindi,  per concretizzare l’impegno preso  vuole dare un segnale forte non solo alla città, ai familiari delle vittime, ma a tutti i lavoratori  per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ la “cultura  della sicurezza” che deve prevalere attraverso progetti e manifestazioni.
Data la rilevanza culturale e sociale dell’iniziativa Giorgio Napoletano ha concesso l’Alto Patrocinato del Presidente della Repubblica Italiana e nella prefazione del catalogo della mostra scrive: “Quella delle morti sul lavoro è una questione nazionale di grande drammaticità e peso umano e sociale,  ma stavolta, per il modo in cui tanti giovani  hanno perso la vita, siamo di fronte a qualcosa che va oltre: a qualcosa di atroce. Sento fortissima la pena di dover tornare a esprimere sentimenti di lutto e indignazione. Ma sento il dovere di ritornare su considerazioni e appelli che rimangono, purtroppo, di dolorante attualità. Occorre che ciascuna si assume le sue responsabilità. A cominciare dalle imprese, ognuna delle quali, quando si verifica un incidente sul lavoro mortale o comunque grave, deve dar conto dei propri comportamenti dinanzi alla magistratura e a tutti i poteri interessati. Tutte le imprese devono  essere pronte  a raccogliere, prima che sia troppo tardi, gli allarmi e le segnalazioni che vengono dai sindacati e dagli stessi lavoratori. Debbono far meglio la loro parte le stesse rappresentanze dei lavoratori. E oltre che dalle forze politiche, sociali e culturali, anche dai mezzi di informazione deve venire l’impulso necessario all’affermazione di una rinnovata cultura del lavoro, del suo ruolo, della sua dignità, della sua tutela”.
Bisogna dunque denunciare e indicare con chiarezza le responsabilità dei sistemi di produzione delle economie industrializzate, le scarse condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Le statistiche non bastano, ma gli scatti, le immagini di un video, di un film o un testo di una canzone possono scuotere.
Il 1 Maggio, Festa del Lavoro, deve trionfare tra i lavoratori lo spirito che aveva colto nel 1903 Ettore Ciccotti: “Un giorno di riposo diventa un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca  la sua corrispondenza in una festa de’sensi; e un accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa.”
In queste frasi è raccolta la speranza di un futuro migliore che può realizzarsi soltanto attraverso la coscienza delle proprie forze. Con l’affermazione dei propri diritti si possono raggiungere obiettivi. La strada è ancora lunga, “Ma il cielo è sempre più blu”.
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