Dopo la devastazione di Katrina, una rete wireless gratuita per rilanciare New Orleans
New Orleans ricomincia dal WiFi
IL “WiFi COMUNALE” (municipal WiFi) restituirà un impulso all’economia della comunità di New Orleans, devastata quanto la città dall’uragano Katrina. Ne ha dato l’annuncio, il 29 novembre, il sindaco Ray Nagin.
Solo il 10% della popolazione è rientrata a New Orleans: restituire attrattività alla città è l’unico modo per reintegrarla nell’economia degli Stati Uniti, e garantire comunicazioni wireless gratuite gestite dalle autorità locali sembra essere il punto di partenza.
La rete wireless per ora è operativa nel quartiere dove dovrebbe fervere l’attività finanziaria della città e nel quartiere francese, ma dovrebbe essere progressivamente estesa a tutta l’area urbana. Scatolette montate sotto i lampioni, questo l’aspetto degli
hot spot: un milione di dollari, il valore totale, gentilmente offerto da
Intel Corp.,
Tropos Networks Inc. e Pronto Networks.
La rete WiFi di New Orleans si basa su una
tecnologia mesh: ogni hot spot non è collegato fisicamente alla linea telefonica, ma riceve e trasmette il segnale agli hot spot vicini. In questo modo la nube di copertura potrà estendersi anche alle zone della città in cui le linee telefoniche non sono ancora state ripristinate. Si pensi all’origine di internet, un sistema inattaccabile perché costantemente in collegamento con diversi nodi, che garantiscono il transito dei dati. Concettualmente non si differenzia dalle mesh network: in caso di emergenza, basterebbe un solo trasmettitore-ricevitore collegato alla rete telefonica per garantire la (seppur lentissima e intasata) connettività.
512 Kb al secondo sarà la larghezza di banda del servizio: sette volte più veloce delle connessioni
dial-up (peraltro disponibili solo a chi si trova in un’area in cui le linee telefoniche sono funzionanti), ma decisamente più lento rispetto ai servizi a banda larga offerti dalle compagnie telefoniche e di tv via cavo. La larghezza di banda della rete municipale di New Orleans sarà ridotta a norma di legge al rientrare dell’emergenza: 128 Kbps non sono che il doppio di una connessione dial-up.
Le
lobby della broadband protestano. Nonostante la legge tagliata su misura per i loro affari. In alcuni stati USA, fra cui la Louisiana, infatti, vige il
Local Government Fair Competition Act, che vieta agli enti locali di fornire connessioni ad una larghezza di banda superiore a 144 Kbps. In questo modo le compagnie telefoniche e di tv via cavo possono offrire banda larga a caro prezzo, senza temere che le tasse pagate dai cittadini possano concretizzarsi in un servizio di connettività dignitoso. Lo sa bene il sindaco di New Orleans Nagin, che prima della sua elezione nel 2002 faceva parte della Cox Communications, il provider più diffuso nella zona di New Orleans. Nagin sembra ammettere infatti che quella offerta dal comune sarà solamente una delle soluzioni possibili a disposizione del cittadino (o almeno di colui che sarà in grado di sborsare una media di 38 dollari al mese).
Le buone intenzioni ci sono: a differenza degli altri esperimenti di città wireless (
Philadelphia e
San Francisco, ad esempio), la rete di New Orleans è interamente posseduta dal comune ed è offerta ai cittadini gratuitamente. Saranno però l’intensità delle pressioni da parte delle compagnie di telecomunicazioni, le probabili difficoltà di coesistere con altre tecnologie (il
WiMAX, ad esempio), nonchè l’afflusso di fondi pubblici a decretarne lo sviluppo e il successo.