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di Sociologia e Comunicazione dell'Università di Roma "la Sapienza"
DOPO exit pool inesatti, proiezioni poco convincenti, dirette televisive fino a notte inoltrata, attese estenuanti, pericolo di brogli, scatoloni dimenticati e soprattutto numeri… tantissimi numeri, nonostante il perseverare delle polemiche i giochi sembrano fatti.
Ad uscirne vincitore è il centro-sinistra, sul quale però aleggia l’ombra dell’ingovernabilità del Paese, fatto sta che fra qualche tempo lo vedremo all’opera non solo nella politica interna ma anche in quella estera dove si dovranno testare le “vecchie alleanze” e eventualmente costruirne di nuove.
La prima reazione dei leader delle principali potenze del mondo, al risultato elettorale italiano potrebbe dire molto anche a lungo termine.
The Times, uno dei maggiori quotidiani britannici, ha riportato l’atteggiamento tenuto da alcuni presidenti:
Jacques Chirac, presidente della repubblica francese, non ha esitato a telefonare a Romano Prodi per congratularsi della vittoria e lo ha invitato a Parigi.
Di differente avviso, “tutto anglosassone”, Tony Blair e George W. Bush hanno evitato di congratularsi con l’ex presidente della Commissione Europea.
Sempre a detta del quotidiano britannico The Times tutto ciò testimonierebbe la vicinanza al “loro alleato”, Silvio Berlusconi.
La Casa Bianca ha però aggiunto di intendere lavorare con qualsiasi governo eletto in Italia, ma sta ancora attendendo i risultati finali del voto. Downing Street ha fatto sapere che cercherà di collaborare con il nuovo premier italiano.