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Attualità

La scuola nei romanzi e nel cinema

La ricreazione è finita

di Ilaria Fioravanti e Andrea Giacomini
09/08/2008

Nell’ambito  della XVII edizione della Summer School sulla Media education l'11 luglio 2008 è stata organizzata una lezione evento: “La ricreazione è finita. La scuola nei romanzi e nel cinema”. Com’è facilmente intuibile dal titolo, il tema trainante  è stato la scuola, vista e vissuta attraverso il romanzo, il cinema , la fiction e altre nuovi linguaggi sperimentali come la musica rock, il fumetto e il cartoon.

La lezione, aperta anche alla gente del posto, è stata curata da Mario Morcellini, che ha emozionato la platea attraverso la lettura di brevi frammenti di romanzo, come “Il laureato” di Charles Webb e “In alto a sinistra” di Erri De Luca. Il primo è un romanzo di fama mondiale pubblicato nel 1963 e narra le vicende di un giovane laureato, alle prese con le tensioni sociali tipiche degli anni ’60 (rapporto con i genitori, con le istituzioni…) intrecciate da una relazione con una donna matura che gli complicherà ulteriormente la vita. “In alto a sinistra”, invece, è una lettura di senso, dove la memoria rimpasta scaglie di passato e non sbiadisce. È la storia di un liceale in crisi d'identità, che ama marinare la scuola e recarsi allo zoo cittadino, accolto dagli sguardi di rimprovero dei guardiani: qui, tra scimmie, elefanti e ippopotami, lontano dai rumori e dagli odori della città, l’adolescente scopre una sensualità arcana fatta di fiati, viscere, ruggiti. Un romanzo che ha fatto pensare.

Sulla scia dell’incanto nella narrazione hanno proseguito i giovani corsisti del master in Media education, presentando “Diario di scuola” di Daniel Pennac, in cui l’autore parla di scuola attraverso il punto di vista degli alunni. Dire "alunni", in questo romanzo, vuol dire però qualcosa di troppo vago. In gioco è il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola.

La lezione è proseguita con l’intervento del celebre storico cinematografico, il prof. Carlo Tagliabue, che ha apportato un contributo al tema della scuola, attraverso la visione di spezzoni di film come “La scuola” di Daniele Lucchetti e “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi, mettendo in luce un particolare scorcio della realtà scolastica: il rapporto tra studenti, quello tra insegnanti e tra studente e insegnante, ognuno dei tre raccontati attraverso l’ironia degli attori.

Il pubblico ha apprezzato questo insolito modo di presentare un’istituzione tanto complessa e ha  sottolineato il fatto che il mondo della Scuola, con la S maiuscola, non sia a senso unico e non rimandi solamente ad un edificio dove all’interno si insegnano nozioni e saperi, ma ad un luogo dove c’è ben altro di più fervido e vivo che riempie le stanze e i corridoi, in sostanza le anime dei giovani.

E proprio l’entusiasmo dei giovani corsisti del master ha continuato ad emozionare il pubblico, proponendo la scuola in linguaggi finora poco noti a questo tema.

Un video musicale dai contenuti forti, quello di “Jeremy” dei Pearl Jam, riporta un fatto di cronaca nera avvenuto in una scuola del Texas nel 1991, dove un adolescente scelse di compiere, proprio di fronte ai propri compagni, il tragico gesto del suicidio. Eddie Vedder, leader del gruppo, e Mark Pellington, regista del video, hanno voluto avvolgere gli spettatori intorno alla tragica esistenza del giovane Jeremy: suoni, testo e immagini esprimono sapientemente il suo profondo senso di inadeguatezza nei confronti del sistema sociale americano, e la sua scelta di morire volontariamente proprio all’interno di uno spaccato sociale, la sua classe, vittima essa dell’indelebile ricordo.

I toni si spengono in un riflessivo silenzio, per poi riaccendersi, stavolta in chiave ironica, con la sezione cartoon. Un’irriverente puntata de “I Simpson”, “Il consiglio professori-genitori si scioglie”,  denuncia l’istruzione pubblica americana, dipingendola come sistema scolastico privo di risorse economiche, che non consente alle classi meno abbienti di accedere ad un’ istruzione superiore di qualità. Il corpo docente, stanco e privo di motivazioni, incapace di vedersi come mezzo per la crescita e l’emancipazione dei bambini, viene sostituito da alcuni genitori che, al contrario, desiderano “educare”i propri figli.

L’ultimo contributo è stato la serie manga “Great Teacher Onizuka”, ideata da Tohru Fujisawa che racconta le avventure di Eikichi Onizuka, professore ventiduenne ed ex-teppista di Tokyo, membro del duo Oni-Baku.

Eikichi Onizuka 22 anni, insegnante, celibe, molto piacere!", con questa frase è solito presentarsi il protagonista di questo manga; infatti Onizuka decide di intraprendere questa professione pensando che sarebbe stato "divertente" fare questo mestiere, sperando di avere anche rapporti "amorosi" con le alunne. Eikichi, in realtà, si troverà in una scuola piena di ragazzi "difficili" che faranno di tutto per rendergli la vita impossibile, come hanno gia fatto con molti altri insegnanti prima di lui.

La passione con cui Mario Morcellini ha curato l’evento e l’interesse suscitato per le tematiche affrontate ha coinvolto i corsisti in un’esperienza formativa unica e indimenticabile. Memorie vicine e lontane hanno rievocato la scuola nelle sue mille sfumature, nelle luci e nelle ombre di un’istituzione che necessita di nuovi linguaggi, nuovi metodi per accompagnare i giovani nell’evoluzione socio culturale moderna. Un evento che ha saputo smuovere gli animi dei partecipanti.

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